I testi di presentazione della sperimentazione

Il senso e la modalità della sperimentazione sono stati spiegati accuratamente agli studenti prima di iniziare il lavoro. A maggior garanzia, le classi hanno ricevuto una sintetica presentazione, distinta in base all’età degli studenti.

Ecco la presentazione consegnata agli studenti di classe 3 (sia Linguistico sia Scienze applicate)

Per le terze

Studiare filosofia con l’intelligenza artificiale: una sperimentazione

Nelle prossime settimane parteciperai a un esperimento didattico. Metteremo alla prova un nuovo metodo di studio: il testo di filosofia non è più una pagina da ripetere, ma un materiale da trasformare in una versione adatta a te, con la guida del docente e con l’aiuto di un software di intelligenza artificiale.

Un esperimento controllato. Non si tratta di un cambiamento definitivo, ma di una prova breve e condotta con criteri scientifici. Riguarderà due soli argomenti, Pitagora ed Eraclito. I due metodi, quello tradizionale e quello nuovo, saranno incrociati sui due argomenti, così che ciascuno di voi li sperimenti entrambi. I materiali saranno gli stessi e le prove di verifica comparabili, in modo da poter confrontare i risultati in modo attendibile. Al termine ci fermeremo a valutare insieme che cosa ha funzionato e che cosa no. I risultati, raccolti in forma anonima, dovrebbero essere presentati alla rivista Comunicazione Filosofica e pubblicati se supereranno la revisione di altri studiosi (peer review).

A che cosa serve il metodo. Lo scopo è uno solo: aiutarti a capire e a imparare meglio. L’intelligenza artificiale non studia al posto tuo e non ti risparmia la fatica di pensare; le ricerche mostrano che, usata senza regole, può perfino peggiorare i risultati. Qui la useremo come uno strumento che ti obbliga a chiederti che cosa, in un testo, ti è chiaro, che cosa non lo è, e perché.

Non è una semplificazione. I concetti essenziali, i termini tecnici e i passaggi del ragionamento restano sempre; cambia il modo in cui vengono presentati. Spesso l’adattamento aggiunge qualcosa: una definizione, un esempio, la ricostruzione di un argomento, domande di verifica. E può anche capitare che il testo vada bene così com’è.

Un metodo personale. Ciò che per un compagno è evidente, per te può essere un ostacolo, e viceversa. Per questo non esiste una versione giusta per tutti, ma solo quella che funziona per te. La si costruisce individuando con precisione dove il testo ti mette in difficoltà, non chiedendo genericamente «spiegamelo in modo più semplice».

Come si lavora

  1. Il docente spiega in classe e indica i materiali da studiare, già controllati e validati.
  2. Leggi un brano e segni i punti critici: una parola sconosciuta, una frase riletta più volte, un passaggio di cui non vedi la logica, qualcosa che il testo dà per scontato.
  3. Con il docente trasformi queste osservazioni in istruzioni precise per il software. Per esempio: «spiega tra parentesi il termine lógos la prima volta che compare», oppure «trasforma in uno schema il rapporto tra numero e armonia».
  4. Il software produce la nuova versione, lavorando soltanto sui materiali indicati dal docente.
  5. Controlli il risultato. La nuova versione è fedele al testo di partenza? Ora sai spiegare ciò che prima non capivi? Se la risposta è no, correggi le istruzioni e riprovi.
  6. Completi la tua versione con appunti, schemi e mappe costruiti da te.

Il ruolo del docente. Ogni passaggio avviene in collaborazione con il docente. È lui che sceglie i materiali, stabilisce che cosa non può essere tolto, rivede con te le istruzioni e ti aiuta a capire di che cosa hai davvero bisogno. La responsabilità dei contenuti e la valutazione restano sempre del docente, mai del software.

Tre regole

  • Usa soltanto lo strumento indicato dalla scuola.
  • Non inserire mai nelle istruzioni dati personali, come il tuo nome, informazioni sulla salute o sulla tua vita privata: descrivi ciò che ti serve, non chi sei.
  • Non considerare mai corretto per principio il testo prodotto dall’intelligenza artificiale: verificarlo fa parte del lavoro.

Per la quinta

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