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La monarchia inglese

Nel 1485 a capo della monarchia inglese si era insediata la dinastia Tudor che con i suoi esponenti di spicco aveva dato origine al periodo di massimo splendore della storia inglese:

Enrico VII aveva iniziato la dinastia sconfiggendo Riccardo III alla battaglia di Bosworth nel 1485 e posto le basi affinchè l'Inghilterra potesse diventare una potenza economica attraverso il controllo dei mari:

Enrico VIII attraverso lo scisma dalla Chiesa di Roma aveva dato una forte indipendenza religiosa e soprattutto politica al paese ed infine

Elisabetta I durante il suo lungo regno, dopo la breve parenedi di Edoardo VI e il complesso regno di Maria I, e attraverso lo scontro con la Spagna aveva consolidato l'auterovelezza di questa nazione a livello internazionale.


Durante tutti questi anni era però presente la questione Irlandese ovvero il tentivo di porre l'Irlanda sotto la propria egemonia; ciò rinforzava continuamente il proprio nazionalismo e il cattolicesimo. Solo Elisabetta riuscì a sedare le rivolte e a sottomettere il popolo con conseguenze ancora attuali. Una tra le peggiori conseguenze immediate fu invece che molti Irlandesi abitanti nell'Uster vennero espropriati delle proprie terre che vennero date a commercianti protestanti.


Quando nel 1603 Elisabetta morì senza lasciare eredi una nuova dinastia salì al trono inglese:gli Stuart.

Gli Stuart, seguendo la dinamica politica di lunga durata che stava attraversando l'Europa cercarono di trasformare la monarchia inglese in una monarchia assoluta, limitando il potere del Parlamento.

Giacomo I, credendo nella teoria del diritto divino prese subito distanze da un organo che durante quegli anni stava diventando sempre più influente ma fino a quando l' Inghilterra si trovò in una situazione di pace non vi furono grossi problemi che giunsero invece con l'avvento del figlio Carlo a capo della corona.

Durante il proprio regno Carlo convocò diversi parlamenti (all'epoca l'assemblea non era stabile e doveva essere esplicitamente convocata dal sovrano).
Nel suo terzo parlamento del 1628, il quinto in ottant'anni, alcuni esponenti tra cui Coke ed Eliot compilarono una petizione basandosi sui precedenti della Magna Carta libertatum del 1215 e chiesero al Re il riconoscimento di diversi diritti; il re accettò a patto che fossero stanziati dei finanziamenti contro la guerra con la Spagna e la Francia.

Nel voler ripristinare alcune pratiche cattoliche Carlo tuttavia suscitò la rivolta della Scozia e successivamente anche degli irlandesi.

La situazione nel paese era piuttosto precaria e fu inevitabile che si arrivò ad un conflitto sia per cause religiose, ovvero l'insoddisfazione dei puritani, sia per cause politiche, ovvero su chi avrebbe dovuto detenere il potere sovrano nello stato.

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