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La società inglese prima della Rivoluzione

L'Inghilterra all'inizio del XVII secolo si collocava tra i paesi più progrediti d'Europa dal punto di vista economico, seconda solo alle Province Unite.
Il periodo tra 1540 e il 1640 aveva visto una noteve crescita e un grande cambiamento nella distribuzione della ricchezza a favore di nuovi strati della società, consentendo in particolare l'ascesa della gentry, ossia la piccola nobiltà terriera, e delle classi professioniste.
I rappresentanti di queste classi sociali poterono infatti impadronirsi di gran parte dei terreni della chiesa cattolica che erano stati confiscati ai monasteri (soppressi dopo la rottura con Roma) e poi venduti dalla Corona, che a causa dell'andamento dell'inflazione non riusciva a mantenere le terre e si era vista costretta a svenderle a prezzi estremamente vantaggiosi per gli acquirenti.
Così gli esponenti della gentry, che intorno alla metà del XV secolo possedevano circa un quarto della proprietà fondiaria complessiva dello stato, alla metà del Seicento arrivarono a controllarne poco meno della metà.
In linea di massima fu merito della gentry se l'agricoltura inglese seppe seppe far fronte allo straordinario incremento demografico che si era verificato. Nelle loro terre infatti i gentiluomini introdussero nuove e migliori tecniche di coltivazione che permisero un notevole aumento delle rese agricole rispetto al passato.


Altrettanto importante fu l'ascesa delle classi dei professionisti, come per esempio mercanti e avvocati. I mercanti di Londra, che avevano salito parecchi gradini della scala sociale, rappresentavano un fondamentale polo economico che avrebbe deciso le sorti dell'andamento politico e della rivoluzione nella sua fase acuta.

Pù in basso, nella scala sociale, si collocavano i cosidetti yeomen, ossia i liberi contadini; fra essi venne reclutata la maggior parte dei soldati che combatterono per il Parlamento contro il re e la Chiesa di stato.

Tra gli strati più bassi della società infine si trovavano i braccianti e tutti gli altri contadini che (con contratti di vario genere) lavoravano la terra altrui e, spesso, vivevano al limite della povertà. Costoro non ebbero alcun ruolo attivo nella Rivoluzione, a differenza per esempio di quanto avvenne in Francia durante tutto il XVII secolo in occasione delle periodiche rivolte scoppiate in questo paese.

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