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Introduzione alla Riforma

Testo

All'inizio del XVI secolo la riforma della chiesa era un'esigenza sempre più sentita, poiché il comportamento dei papi e dei vescovi aveva infranto ogni rispetto della vita religiosa.

Da una parte però le spinte provenienti dal basso e tendenti a una riforma all'interno della tradizione unitaria (come la proposta di Erasmo o quella di Savonarola) erano state stroncate o si erano insabbiate, dall'altra i concili tenutosi nel secolo precedente non avevano saputo fornire una risposta. 

La crisi finale di questo lungo processo di degenerazione scoppiò in Germania per precisi motivi: qui infatti si intrecciarono da un lato le dinamiche economiche e politiche di lunga durata che spingevano l'Europa settentrionale a uscire dall'area di influenza dell'impero e della chiesa cattolica e dall'altro le cause accidentali che diedero vita effettivamente alla Riforma come noi la conosciamo. 

Il monaco agostiniano Martin Lutero respinse la figura del papa come unica guida della cristianità ed elaborò un pensiero teologico che aprì una lacerazione duratura nel mondo cristiano, la cui unità non sarebbe stata più ritrovata.


Lutero
Lutero, in un ritratto del pittore Cranach (fonte Wikipedia)


Il movimento riformatore da lui iniziato trovò poi una nuova energia e una nuova forma nel teologo francese Calvino, al cui dottrina si diffuse in molti paesi europei, sovrapponendosi spesso al luteranesimo. L'ostilità di Lutero verso la chiesa romana ebbe l'appoggio decisivo dei principi tedeschi e di una vasta fetta dell'opinione pubblica, che mal tolleravano le ingerenze politiche e finanziarie della curia e del papato. I principi, in particolare, scorsero in Lutero l'occasione per sottrarsi al controllo dell'Impero e per impadronirsi di vasti territori della Chiesa cattolica.
Le tesi di Lutero si diffusero rapidamente dentro e fuori della Germania grazie al ruolo essenziale svolto dalla stampa. Alcuni stati, soprattutto nell'Europa settentrionale, vi aderirono in massa, mentre in altri stati, come in Inghilterra, nacquero o si rinsaldarono le chiese di stato. In ogni caso si aprì un periodo di tensioni sociali, di intolleranza e di guerre di religione che investirono in modo massiccio soprattutto la Francia.
L'impossibilità di risanare il conflitto tra cattolici e protestanti fu uno dei motivi del fallimento di Carlo V nel suo progetto di restituire un ruolo universale all'impero, riportando sotto il suo governo l'intera Europa. Il continente fu teatro, tra il Cinquecento e il Seicento, di guerre sanguinose e continue (come la Guerra dei Trent'anni) nelle quali a motivazioni religiose si sommavano disegni di predominio.

La risposta della Chiesa cattolica alla Riforma avviata da Lutero fu una vera Riforma cattolica, attraverso una complessa strategia tesa ad arginare le perdite subite a opera del protestantesimo e anzi a riconquistare il terreno perduto.Il concilio di Trento, convocato nel 1542, riformò finalmente (anche se troppo tardi) la vita religiosa del clero e diede una risposta teologica alle proteste di Lutero. Insieme però condannò senza appello l'eresia protestante, bloccando ogni possibilità di dialogo. Un'ondata di generale disciplinamento morale e sociale attraversò sia il mondo cattolico sia il mondo protestante. Le decisioni del concilio di Trento, tanto quanto le nuove pratiche religiose, in particolare quelle dei calvinisti, ebbero ricadute importanti sull'intera vita sociale, trasformando le istituzioni civili (come i matrimoni), i costumi e i comportamenti degli individui.

 

Note sulla pagina

Autore: Martino Sacchi
Data di pubblicazione: 17 ottobre 2008
Numero di battute (spazi compresi): 3.463
Indice di leggibilità Gulpease: 42

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