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Francis Drake

 

Le origini di Francis Drake sono avvolte nell'oscurità. Si sa che nacque nell'Inghilterra sud-occidentale (per l'esattezza a Crowndale, nel Devon) probabilmente nel 1541, ma ben poco altro. La sua famiglia dovette ben presto trasferirsi, nel pieno delle guerre religiose scatenate dalla Riforma protestante, sulle coste orientali del paese. Qui il giovane Drake crebbe senza soldi, senza istruzione e soprattutto senza appoggi di nessun tipo, dettaglio importante in un mondo in cui le raccomandazioni avevano un peso fondamentale nella carriera di un uomo. In quegli anni di gioventù Drake imparò i segreti della navigazione lavorando sulle imbarcazioni di piccolo cabotaggio che commerciavano nella Manica e nel Mare del Nord. Non ci sono testimonianze su questo periodo, che certo dovette essere decisivo nella formazione del futuro "corsaro della regina", come viene talvolta chiamato Drake. In quei paraggi la navigazione è resa difficile dai bassi fondali, dalle correnti di marea, dalle onde ripide e assassine che frangono a bordo delle piccole imbarcazioni, dai venti impetuosi che soffiano per buona parte del tempo e spingono contro la costa, senza pietà, chiunque commetta uno sbaglio anche minimo. In questo durissimo ambiente Drake dovette dimostrare sin dall'inizio delle qualità marinaresche eccezionali, perché lo troviamo proprietario, a vent'anni, di un piccolo brigantino lasciatogli in eredità dal precedente "padrone".

Dopo pochi anni, però, Drake cambiò tutto: dopo aver venduto il suo brigantino e aver partecipato a un paio di piccole spedizioni commerciali nelle Americhe, senza quasi alcun frutto, nel 1567 si imbarcò in una importante spedizione nei Caraibi guidata da un suo parente, John Hawkins, durante la quale ebbe il comando di una piccola unità, il Judith. Si trattava di un classico esempio di commercio "triangolare" che gli europei esercitavano alla metà del Cinquecento: le loro navi si dirigevano in Africa, razziavano un numero sufficiente di schiavi, li trasportavano in America e qui li scambiavano con prodotti locali che infine trasportavano in patria. Gli spagnoli cercavano di impedire queste "operazioni commerciali" organizzate da stranieri, e questo spiega ciò che avvenne nel porto messicano di San Juan de Ulua. Le navi inglesi stavano ormai rientrando in patria, erano danneggiate per una grave tempesta e avevano un disperato bisogno di riparazioni: per questo Hawkins aveva deciso di entrare in porto e cercare riparo. Per pura coincidenza il giorno dopo arrivò una potente flotta spagnola e nonostante il fatto che Spagna e Inghilterra non fossero in guerra, gli spagnoli assalirono a tradimento gli inglesi. Scoppiò una furibonda battaglia, con centinaia di morti e molte navi affondate da entrambe le parti: Hawkins e Drake riuscirono a condurre fuori dall'imboscata appena due unità delle dieci con cui erano entrati a San Juan. Da questo momento in poi Drake odiò mortalmente gli spagnoli e si preparò alla vendetta.


Dopo due viaggi esplorativi nel 1570 e 1571, nel 1572 Drake compì la prima delle sue celebri spedizioni nei Caraibi, al comando di una nave di appena 70 tonnellate di stazza, il Pascha, e di un'altra, lo Swann, di sole 25 tonnellate (in pratica, poco più di un peschereccio), con una settantina di marinai in tutto. Non aveva nessun appoggio ufficiale in Inghilterra: se fossero stati catturati, lui e i suoi uomini non avrebbero avuto alternative alla forca.
L'obiettivo di questa spedizione era il carico annuale dell'argento peruviano, che venne perseguito con una tenacia incredibile. Drake tentò inizialmente di impadronirsene con un attacco diretto alla piazzaforte di Nombre di Dios, dove il tesoro veniva imbarcato sulle navi: gli spagnoli, colti completamente di sorpresa da questa piccola forza inglese, abbandonarono le difese, non senza aver prima ferito con un colpo di fucile lo stesso Drake. Gli inglesi vennero persi dalla loro ingordigia: avevano già trovato quello che cercavano (un mucchio di barre d'argento lungo 20 metri, largo 3 e alto 3,5: circa 360 tonnellate d'argento, per un valore approssimativo di un milione di sterline), ma insistettero a cercare altre ricchezze, magari più facilmente trasportabili. Drake, avendo perduto molto sangue, cadde improvvisamente svenuto e i suoi uomini, smarriti, si ritirarono portandolo con sé e rinunciando al bottino. Una volta ripresosi e curatosi in una base segreta, Drake cercò allora di catturare un successivo convoglio di muli che trasportava un altro carico di argento da Panama, ma un primo tentativo andò a vuoto per l'imprudenza di un marinaio ubriaco. Drake dovette ritirarsi ancora una volta, e si dedicò per qualche tempo alla caccia di mercantili spagnoli nel mar dei Caraibi. L'audacia che dimostrò allora ha dell'incredibile: quando una possibile preda veniva avvistata, era inseguita fino al tramonto, poi raggiunta e catturata dagli scappavia, piccole e veloci imbarcazioni a remi a fondo piatto. Molto spesso era Drake in persona a guidare queste spedizioni. Le navi venivano regolarmente depredate e poi lasciate andare senza danni alle persone, perché un tratto caratteristico di Drake era il rispetto assoluto verso i prigionieri. Ma aveva anche il senso dell'ironia e della burla. Una volta piombò nel porto esterno di Cartagena, la capitale della Nuova Granada (corrispondente all'attuale Venezuela), abbordò di sorpresa con gli scappavia un mercantile grande due volte la propria nave, catturò tutto l'equipaggio immerso nel sonno, tagliò il cavo d'ormeggio e se lo portò via rimorchiandolo a remi dopo aver chiuso sotto chiave tutti i marinai spagnoli. Appena fuori dalla portata dei pezzi del forte si incontrò con le sue navi e trasbordò tutto il carico sul Pascha e sullo Swan. Il coraggio di Drake sfiorava la temerarietà: una volta venne sorpreso da una tempesta e costretto a entrare con due scappavia in un porto. Gli spagnoli allora lo inseguirono con tre grosse imbarcazioni cariche di soldati. Lungi dallo scappare, nonostante l'inferiorità numerica Drake attaccò per primo, costrinse gli avversari a ritirarsi e fece saltare per aria una delle imbarcazioni. In un'altra circostanza gli spagnoli tentarono di attirarlo in trappola mandando avanti due piccole navi vuote seguite a distanza da due vascelli da guerra bene armati. Ma Drake agì fulmineamente: catturò e distrusse le prime due navi, poi con i due scappavia sfuggì all'inseguimento puntando sui bassi fondali dove gli spagnoli non potevano seguirli. Non ancora contento, prima di andarsene definitivamente sbarcò di persona a terra per qualche tempo invitando beffardamente gli spagnoli ad andarlo a prendere.


Ma queste erano punture di spillo. Quando si convinse che gli spagnoli avevano nuovamente abbassato la guardia fece l'ultimo sforzo per catturare l'argento peruviano. Al comando di un gruppo di poco più di 50 uomini si impadronì finalmente del sospirato convoglio di muli, attaccandolo di sorpresa a meno di un miglio di distanza dalla città fortificata di Nombre de Dios e impadronendosene dopo un brevissimo e incruento combattimento: il bottino, secondo stime molto approssimative, superava di gran lunga le 50.000 sterline del tempo.


Quando Drake tornò in patria era già un eroe, anche se per qualche anno dovette nascondersi (gli spagnoli, ovviamente, ne chiedevano la testa). Ma tutto passa e nel 1577 venne scelto per guidare una spedizione, ufficialmente diretta alla ricerca della Terra Australis, un continente che si pensava esistere nel Pacifico del sud. In realtà quando la regina Elisabetta lo ricevette fu assai esplicita: "Mi piacerebbe vendicarmi col re di Spagna di varie offese da lui ricevute".  In realtà le cose non furono così semplici. Drake dovette sedare un ammutinamento sulle coste del sud America, e dopo aver attraversato lo stretto di Magellano incappò in una serie di violentissime tempeste che lo spinsero fino ai 57° di latitudine sud, dimostrando che la Terra Australis non esisteva, e che gli fecero scoprire quel vasto passaggio tra l'Atlantico e il Pacifico, tra l'America e l'Antartide, che porta ancora oggi il suo nome. Ma Drake non era venuto per fare il geografo: puntando a nord si mise in caccia della Cagafueco, come veniva chiamato in modo irriverente il galeone che trasportava a Panama l'argento peruviano. Dopo un lungo inseguimento gli inglesi intercettarono il loro bersaglio subito a nord dell'equatore. Non ci fu battaglia: il comandante spagnolo pensò che la vela apparsa di poppa fosse amica e virò per andarle incontro.

GOlden Hind cattura cagafuego
Un modellino della Golden Hind, la nave di Drake nel giro del mondo La cattura della Cagafuego (stampa del 1626 di Friederich Hulsius)
 

 

 

 

 

 

 

Una bordata a bruciapelo gli chiarì la situazione. Non è possibile oggi sapere a quanto ammontasse il tesoro, ma da solo rese Drake uno degli uomini più ricchi d'Inghilterra. Drake si diresse poi a nord, toccando terra nella baia di San Francisco, poi attraversò il Pacifico, raggiunse le Molucche dove fece il pieno di spezie e infine passando per l'oceano Indiano e l'Atlantico tornò in patria, dove venne fatto "sir" dalla regina Elisabetta, e a buon diritto: "La quota della regina del bottino preso da Drake fu di oltre 160.000 sterline [...] abbastanza per pagare il suo intero debito con l'estero, con l'avanzo di 40.000 sterline da investire in una nuova compagnia di commercio con l'Oriente. Il guadagno per lei e gli altri investitori che la seguirono nell'impresa fu di 47 sterline ogni sterlina investita, ossia un guadagno complessivo del 4700%." [in:  A. Harper  To Rule the Waves: How the British Navy Shaped the Modern World (2004)]


Nel 1585 tornò nei Caraibi, guidando alla sua maniera una forza di circa 2300 uomini e 29 navi. Drake conquistò in rapida successione le città di Santo Domingo e di Cartagena utilizzando la stessa tattica: fingeva di attaccare direttamente la città con la flotta e faceva uscire la guarnigione per fronteggiarlo. A questo punto un contingente inglese, sbarcato il giorno prima a parecchie miglia di distanza, attaccava di sorpresa le truppe spagnole sconfiggendole. Ancora una volta, le navi di Drake tornarono in patria stracariche di ricchezze.
La guerra aperta tra Spagna e Inghilterra divenne inevitabile. Nel 1587, alla vigilia dello scontro, Drake compì una delle sue azioni più spregiudicate e temerarie. Mettendo da parte tutte le tradizioni nautiche, condusse la sua squadra direttamente nel munitissimo porto di Cadice, dove si stava concentrando la flotta spagnola. Attaccando di sorpresa, sfilando sotto le batterie costiere, respingendo gli attacchi delle galee nemiche, Drake rimase nella tana del leone per ben 36 ore bruciando e saccheggiando tutto il saccheggiabile. Non contento, si diresse verso il vicino Capo San Vincenzo, dove conquistò con ottocento uomini il potente forte che vi sorgeva, bloccando per quindici giorni tutto il traffico lungo la costa spagnola. Poi fece vela verso le Azzorre e intercettò il San Felipe, un veliero proveniente dall'Estremo Oriente di proprietà privata del re spagnolo Filippo II, talmente stipato di merci preziose che al suo confronto la nave del Perù catturata durante la circumnavigazione del globo era trascurabile: il suo carico venne valutato 120.000 sterline del tempo (più di 12 miliardi di lire attuali).

 

 

Golden Hind

 

La Goldn Hind fu la prima nave al mondo usata come museo 

 

La fama di Drake era allo zenit quando nel luglio 1588 Filippo II inviò nella Manica l'Invincibile Armada, forte di 130 navi. Drake, insieme ad altri famosi marinai come Hawkins, Howard e Forbisher, era alla guida di una flotta composta da appena 64 unità. Il 21 del mese gli inglesi, conquistata la posizione di sopravvento, cominciarono una serie di azioni di disturbo sfruttando la loro superiorità nell'artiglieria, che proseguirono anche nei giorni successivi, riuscirono però solo a infliggere perdite superficiali. Gli spagnoli, contrariamente a quanto scrive di solito, si comportarono molto bene, respingendo gli attacchi inglesi e proseguendo verso le Fiandre per imbarcare l'esercito che avrebbe dovuto conquistare l'Inghilterra. Solo quando gli spagnoli si ancorarono presso Calais la situazione precipitò: avevano finito le munizioni e soprattutto vennero a sapere che l'esercito di invasione non era pronto. Il 27 luglio gli inglesi cercarono di infliggere un colpo mortale, prima con le navi incendiarie poi con un attacco a fondo di Drake che voleva spingere gli spagnoli sui bassifondi. All'ultimo momento, però, il vento saltò a sud-ovest e i galeoni spagnoli, demoralizzati e senza speranza di portare a termine la missione, poterono fuggire nel Mare del Nord, andando peraltro incontro al disastro: le pesanti navi, alte di bordo e poco boliniere, dovettero scapolare le coste scozzesi in mezzo a violente tempeste, che gettarono decine e decine di unità sugli scogli.

 

Questo però fu l'ultimo trionfo di Drake: l'anno successivo l'attacco da lui guidato contro Lisbona fallì miseramente, mentre l'ultima spedizione nei Caraibi, nel 1595, si concluse addirittura con la sua morte.

 

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