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La battaglia di Montaperti nella Cronica del Villani

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79.
Come i Fiorentini feciono oste per fornire Montalcino, e furono sconfitti dal conte Giordano e da' Senesi a Montaperti

Preso il mal consiglio per lo popolo di Firenze che l'oste si facesse, richiesono loro amistadi d'aiuto: i quali, i Lucchesi vennero per comune popolo e cavalieri, e' Bolognesi, e' Pistoiesi, e' Pratesi, e' Volterrani, e' Samminiatesi, e Sangimignano, e Colle di Valdelsa ch'erano in taglia col comune e popolo di Firenze; e in Firenze avea ottocento cavallate di cittadini, e più di cinquecento soldati. E raunata la detta gente in Firenze, si partì l'oste all'uscita d'agosto, e menarono per pompa e grandigia il carroccio, e una campana ch'essi chiamavano Martinella in su uno carro con uno castello di legname a ruote; e andàrvi quasi tutto il popolo colle insegne delle compagnie, e non rimase casa né famiglia di Firenze, che non v'andasse pedone a piè o a cavallo, il meno uno per casa, e di tali due e più, secondo ch'erano potenti. E quando si trovarono in sul contado di Siena al luogo ordinato in sul fiume d'Arbia, nel luogo detto Montaperti, con Peruggini e Orbitani che là s'aggiunsono co' Fiorentini, si ritrovaro più di tremila cavalieri, e più di trentamila pedoni. ..


Il Razzante, assettato da' detti, intese e promise di così dire; e con una ghirlanda in capo, co' detti a cavallo, mostrando grande allegrezza, venne al parlamento al palagio ov'era tutto il popolo di Siena e' Tedeschi e altre amistadi; e in quello con lieta faccia disse le novelle larghe da parte de' ghibellini e traditori del campo; e come l'oste si reggea male, e erano male guidati e peggio in concordia, e che assalendogli francamente, di certo erano sconfitti. E fatto il falso rapporto per Razzante, a grido di popolo si mossono tutti ad arme dicendo "battaglia, battaglia". I Tedeschi vollono promessa di paga doppia, e così fu fatto; e loro schiera misono innanzi all'assalto per la detta porta di San Vito, che doveva ai Fiorentini esser data; e gli altri cavalieri e popolo uscirono appresso. Quando quelli dell'oste, ch'attendeano che fosse loro data la porta, vidono uscire i Tedeschi e l'altra cavalleria e popolo fuori di Siena inverso loro con vista di combattere, sì si meravigliarono forte e non sanza isbigottimento grande, veggendo il subito avvenimento e assalto non preveduto; e maggiormente gli fece sbigottire che più ghibellini ch'erano nel campo a cavallo e a piè, veggendo appressare le schiere de' nemici, com'era ordinato il tradimento, si fuggirono dall'altra parte; e ciò furono que' della Pressa e degli Abati, e più altri. E però non lasciarono i Fiorentini e l'altra loro amistade di fare loro schiere e attendere la battaglia; e come la schiera de' Tedeschi rovinosamente percosse la schiera de' cavalieri de' Fiorentini ov'era la 'nsegna della cavalleria del comune, la quale portava messer Iacopo del Nacca della casa de' Pazzi di Firenze, uomo di grande valore, il traditore di messer Bocca degli Abati, ch'era in sua schiera e presso di lui, colla spada fedì il detto messer Iacopo e tagliogli la manno colla quale tenea la detta insegna: e ivi fu morto di presente. E ciò fatto, la cavalleria e popolo veggendo abattuta l'insegna, e così traditi da' loro, e da' tedeschi sì forte assaliti, in poco d'ora si misono in isconfitta. Ma perché la cavalleria di Firenze prima s'avvidono del tradimento, non ne rimasono che trentasei uomini di nome di cavallate tra morti e presi. Ma la grande mortalità e presura fu del popolo di Firenze a piè, e di Lucchesi e Orbitani, perocché si rinchiusono nel castello di Montaperti, e tutti furono presi; ma più di duemila cinquecento ne rimasono al campo morti, e più di millecinquecento presi pur de' migliori del popolo di Firenze di ciascuna casa, e di Lucca e degli altri amici che furono alla detta battaglia. E così s'adonò la rabbia dell'ingrato e superbo popolo di Firenze; e ciò fu uno martedì, a dì 4 di settembre, gli anni di Cristo 1260.

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