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Il terremoto di Lisbona nelle Gazzette Bolognesi


Introduzione

Le Gazzette Bolognesi sono una pubblicazione periodica dei secoli XVII e XVIII, che ogni quindici giorni raccoglieva e diffondeva infromazioni sui principali avvenimenti politico-militari avvenuti in Europa e di cui fosse arrivata notizia a Bologna. Le fonti erano corrispondenti a tutte le principali città del continente.
La Biblioteca dell'Archiginnasio di Bologna possiede una raccolta ricchissima, anche se non completa delle Gazzette. Sono tuttora presenti vari fascicoli degli anni 1645, 1654 e 1656, l'intera annata 1661 e alcuni fascicoli del periodo 1674-1676. Sopratutto però è disponibile la la raccolta completa dal 1678 al 1796: 118 anni di storia narrati per così dire "in diretta", senza la mediazione della coscienza storica successiva, e quindi senza quel filtro sugli eventi che noi inevitabilmente sovrapponiamo ai fatti.

Il documenti che presentiamo qui  riporta gli estratti dalle Gazzette del 1755 che raccontano la tragedia del terrmoto di Lisbona del primo novembre 1755.









Il documento

Gazzetta dell'Archiginnasio

 

16 dicembre 1755

 

Il Terremoto, di cui si fece menzione l'ordinario scorso, ha cagionato gran danni in molte Provincie di questo Regno e di quello di Portogallo; la Cattedrale di Siviglia è stata talmente scossa che si è dovuto prender la precauzione di fermarla, e di chiuderla, come pure un'altra Chiesa della stessa Città. La famosa Torre della prima di queste Chiese chiamata la Giralda è stata spalancata; e molte case sono state rovesciate.

Sentesi similmente da Cadice, che siasi sentito colà il Terremoto; e che l'eferescenza del Mare è stata tanto straordinaria, e che le acque anno buttato giù il parapetto delle Mura della Porta della Galetta, fino al Forte di Santa Catterina; e che il terrapieno, che conduce all'Isola è stato portato dalla Porta di terra fino alla Cantarella dalli colpi del Mare, che anno anche asportato via tutti quelli Argini. Anno altresì avuta la disgrazia di perire sommersi dall'acqua circa 200 Persone frà le quali computasi i Signori Marson famosi Negozianti, e Licier. Sono rimasti interamente sommersi nelle acque i due luoghi detti Conilie e Assveines, ed al Porto di Santa Maria una Nave carica di grano è stata dalla gonfiezza del Mare portata fino in mezzo alla Piazza, ove è rimasta a secco.

Lo stesso Terremoto si è pure fatto sentire in molte altre Città, cioè a Cordova, che è stata molto danneggiata, a Saragosa, a San Locardo di Barrameda, a Salimanca, a Segovia, a Valenza, a Sant'Ildefonso, e fino a Bilbao, ed altri luoghi.

Le notizie poi, che fin'ora si sono ricevute da varie parti, e principalmente dal luogo di Belem in Portogallo con un Corriere quivi giunto li 8 del corrente sono le seguenti:

Che il giorno dei Santi due ore prima di mezzo giorno si sentì un fortissimo terremoto in Lisbona, sembrando, che contro di essa si fossero congiurati tutti gli Elementi, poiché il Mare, o sia il Lago usci dal suo centro, e ne inondò una gran parte, lo scuotimento della Terra per lungo tratto fece cadere ogni Edificio, ed essendo l'ora in cui in tutte le Case i fuochi erano accesi per provedere al pranzo, promossi questi dall'agitazione dell'aria, ne formarono generale incendio, senza che vi fosse riparo alcuno di umana diligenza, stante che tutti sopraffatti dallo spavento altro non cercavano, che scampo alla vita con una precipitosa fuga. Nel così fare lo scritto Co. di Perelata Ambasciatore di Spagna sortendo del suo Palazzo restò stritolato dalla caduta di un Portone del suo Palazzo in tempo, che voleva fuggire, e salvarsi, essendovi altresì restati morti alcuni dei suoi Dimestici. Il Conte di Bischi Ambasciatore di Francia, che abita in faccia all'Ambasciatore di Spagna ha salvato il Figlio unico del detto Co. di Perelada, e si è ritirato per fortuna colla Contessa sua Sposa, e colli suoi Figli in una Casa di Campagna, dove ha ricevuto tutto il resto delle genti dell'Ambasciatore di Spagna. Il Palazzo del Re posto alla riva del Tago fu il primo a crollare, e nello stesso tempo tutte le altre case. Le loro Maestà il Re, e la Regina erano per un misericordioso effetto della divina Providenza con tutta la Famiglia Reale a fare le loro divozioni a Belem luogo della sepoltura dei Re di Portogallo, così che sono rimasti senza danno alcuno, abbenché ancora quel Palazzo che abitano colà abbia molto anch'esso sofferto. Alla partenza del Corriere, che ha portato le sopraccennate notizie le loro Maestà erano ancora sotto delle Baracche, e dormivano nelle Carrozze, essendo state di circa 14 ore senza Uffiziali, e senza aver di che mangiare. Il Conte di Ognao Ambasciatore del Re di Portogallo a quella Corte ignora per anche la sorte del Conte d'Ognao suo Padre, e del restante della sua Famiglia. Sentesi inoltre, che il Tago ha avuto una efervescenza molto considerabile la quale fu precedente al Terremoto; e bisogna che essa sia stata molto grande poiché a Toledo dove egli passa, e che è lontano più di 100 leghe da Lisbona seguendo li contorni di questo Fiume la efervescenza era stata di incirca dieci piedi. Molte altre Città di Portogallo anno molto sofferto tra le altre Cascaes, e Setubal, che sono due Porti di Mare situati da una banda, e dall'altra del Tago, e poco lontano da Lisbona, e sonovi pure stati gran danni nel Regno di Algarves; aggiungendo, che il Terremoto ha avuto differenti riprese durante dieci ore; e che sentivansi ancora de' movimenti alla partenza del Corriere.

 

Madrid 11 novembre

Non sappiamo ancora giustamente in qual maniera siasi terminata l'ultima Catastrofe sfortunata della Capitale di Portogallo cioè Lisbona, se le fiamme abbiano terminato o nò di divorare quelle deplorabili rovine. Una sola lettera scritta da quei contorni, in data delli 5 corrente porta che in quel giorno il fuoco cominciava a diminuire, ma è naturale che esso fuoco si rallentasse dopo aver bruciato quattro giorni, e quattro notte, avendo così potuto mancar li alimenti; onde si stà in attenzione di ulteriori notizie da quelle parti; il Nostro Monarca intanto oltre alle scritte 14 m. doppie ne ha mandate altre 20 m. in solievo di quelle genti.

 

 

 

 

 

Mappa

 

 


 

 

 

 

 

 

Note alla pagina

Autore: Martino Sacchi

Data di pubblicazione: 15 aprile 2010

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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