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Palos nella cartografia tra il XVI e il XVIII secolo

palos

 

Intro

La cittadina di Palos riveste un ruolo simbolico importante nell'immaginario collettivo degli Europei, perché è il porto da cui salpò Colombo per il suo primo viaggio attraverso l'Atlantico. Spesso perciò viene immaginato come una grande struttura affacciata sul mare, trampolino di lancio ideale per la grande impresa che avrebbe cambiato per sempre le sorti del mondo. 

Per esempio in questa celebre incisione di Theodor De Bry, un tipografo belga vissuto tra il 1528 e il 1598, vediamo che Colombo (in primo piano, con la spada al fianco) saluta la regina Isabella e il re Ferdinando per imbarcarsi sulle naviche nel frattempo stanno caricando gli uomini dell'equipaggio. Palos è raffigurata come una grande città dotata di mura (seppure senza un vero porto) che si affaccia direttamente sul mare.

 

de bry

 

 

 

1502 Cantino

 

1502 Cantino

Il planisfero detto di Cantino venne realizzato nel 1502 come copia clandestina del Padrao Real, ossia della carta ufficiale (e segreta) del Piloto Mayor portoghese, cioè dell'ufficiale incaricato di tener conto di tutte le scoperte effettuate dalle navi lusitane. Questa operazione di vero e proprio spionaggio venne organizzata dal duca Ercole I d'Este attraverso il suo agente a Lisbona, Alberto Cantino appunto. La carta viene considerata un documento molto attendibile sulle conoscenze geografiche all'inizio del XVI secolo presso i portoghesi. Anche se il suo interesse maggiore è naturalmente quello di presentare per la prima volta un'immagine completa del mondo, possiamo usarla per avere un'idea di come fosse Palos appena dieci anni dopo la partenza di Colombo. 

Il profilo della costa appare, come sempre nelle carte medievali, molto frastagliato perché il disegnatore si sforzava di mettere in evidenza le baie e i capi utili alla navigazione. Il nome Palos non compare direttamente ma è vacilmente leggibile, in inchiostro rosso propio al centro della porzione che abbiamo riprodotto, il nome "Saltes", che indica il tratto terminale del fiume che si getta in mare in quel punto a valle del paese di Huelva. Si distingue chiaramente una grande baia quasi circolare (una raffigurazione sicuramente stilizzata e semplificata) in cui affluiscono almeno tre corsi d'acqua (viene delineata solo la foce, senza preoccuparsi di disegnare il resto del corso). Al centro c'è un'isola, mentre l'imboccatura è chiusa parzialmente da altre due isolotti più piccoli. 

1579 Hortelius

1579 Hispalensis conventvs delineatio Chaves Ortelius

 Il grande geografo Hortelius alla fine del Cinquecento realizzò questa mappa, alquanto approssimativa,  della costa spagnola tra la foce del Guadalquivir (in basso a destra) e il confine col Portogallo (in alto a sinsitra). Sono segnati in modo corretto il rio Odiel e il rio Tinto, che si uniscono nelle vicinanza di Huelva (che nella carta è chiamata Guelva). Dirimpetto a "Guelva", sulla destra, c'è Palos. Più a monte lungo il rio Tinto comincia a distinguersi una lunga isola fluviale, davanti a Moguer. In questa raffigurazione Palos sembra essere molto più vicina al mare. 

1642 Bleau

1642 Joan Blaeu Andalvzia continens Sevillam et Cordvbam

 

1698 Cantelli da Vignola

 

1698 Li regni di Granata è dAndalvcia G. Cantelli da Vignola

 Giacomo Cantelli da Vignola, un importante geografo italiano vissuto alla metà del XVII secolo, disegna alla fine del secolo un profilo della costa molto articolato. Palos, indicata con una simbolo convenzionale, è accompagnata da un'ancora nel rio Tinto a indicare che in quel punto c'è la possibilità di ancorarsi. A monte, nel fiume, si scorge un gruppetto di isolotti. Dananti a Palos sorge "Guelva". Tutto lo specchio d'acqua che raccoglie il rio Tinto e l'Odiel è ormai chiaramnte identificata come la "Barra de Gibraleon". Si è formato il piccolo abitato di Saltes e l'isola che chiude la baia si è ormai consolidata. 

1746 Ignoto

1746 Mappa ou carta geographica dos reinos de Portugal e Algarve

 

1799 Chanlaire

 

1799 CHanlaire Carte dEspagne et de Portugal en neuf feuilles

2015 Google Earth

 

2015 google earth

Ecco l'aspetto che la zona ha oggi nelle riprese satellitari. L'isola alla barra dei due fiumi si è notevolmente ingrandita ed è stata anche allungata da un "pennello" (una lunga diga artificiale) per impedire che le sabbie trascinate dalla corrente ostruissero parzialmente la foce, impedendo l'ingresso alle navi di grandi tonnellaggio. Lo spazio d'acqua opriginale è stato eroso in parte da isole naturali in parte da espansioni artificiali per installazioni portuali. Le due rive del rio Tinto sono adesso collegate da un ponte. Accanto, proprio sulla punta che divide i due corsi d'acqua ma invisibile in questa immagine, è stato costruitp un enorme monumento commemorativo della partenza di Critobal Colon (come gli spagnoli chiamano Cristoforo Colombo)- 

 

 

 

 

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