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Il canone risorgimentale





Il concetto di canone

Il concetto di «nazione» e quello di «patria» per quanto riguarda l’Italia cominciarono a circolare negli ultimissimi anni del Settecento, durante l’occupazione francese della penisola, e furono oggetto di studi e riflessioni teoriche già abbastanza articolate.
Furono però i letterati (poeti, romanzieri, tragediografi) che nei primi decenni dell’Ottocento si occuparono di questo tema a diffonderlo in modo capillare (relativamente alla diffusione delle loro opere) nell’opinione pubblica italiana, creando una mitologia e una simbologia della ricostruzione storica della nazione italiana di eccezionale potenza comunicativa.





Il concetto di «canone risorgimentale»   sort0 sort1

Il Risorgimento italiano dell’Ottocento fu un fenomeno generazionale di ribellione giovanile, nel senso che furono i giovani a scoprire e far propri gli ideali patriottici e nazionalistici messi in circolazione dopo la parentesi giacobina alla fine del Settecento (Giuseppe Mazzini si spinse fino al punto di vietare a chi avesse più di quarant’anni l’iscrizione alla Giovine Italia). Gli uomini e le donne che si impegnarono in prima persona in questo movimento, rischiando spesso la prigione, l’esilio o addirittura la vita, avevano scoperto tali ideali non attraverso l’educazione familiare o scolastica ma grazie a un certo numero di testi letterari (poesie, romanzi, tragedie, libretti di opere e di melodrammi) così ben definito e così ricorrenti nei ricordi e nelle citazioni dei patrioti che si può parlare di un «canone» risorgimentale. Le opere che ne facevano parte riuscivano a commuovere le coscienze dell’epoca descrivendo i concetti di «patria» e «nazione» sul piano emotivo e simbolico in modo estremamente convincente.




I simboli


I simboli usati nelle opere del «canone»  sort0 sort1

Quasi sempre in questi testi si parla di un «patto», ossia di un giuramento tra coloro che stanno lottando per il riscatto della patria, gli eroi patriottici (come per esempio in Marzo 1821 di Manzoni). Non si tratta però di un accordo e un patto che debbano fondare e dar vita alla nazione (sul modello per esempio del Contratto Sociale di Rousseau), perché la nazione italiana esiste già: sempre Manzoni spiega che essa è caratterizzata dall’unità di lingua, di religione, di ricordi storici, di sangue che contraddistingue gli abitanti della penisola.
La comunità nazionale è un fatto sia naturale (addirittura voluto da Dio, secondo Mazzini) sia culturale, dove confluiscono sia le relazioni umane (è il luogo che già apparteneva «ai padri»)  sia quelle con il territorio e il paesaggio (ossia il luogo fisico che con i suoi confini nettamente delineati è la culla indubitabile e indiscutibile della nazione).
Proprio per queste due connotazioni l’Italia viene raffigurata simbolicamente come una donna e più esattamente come una madre, ritratta a volte col seno scoperto (per sottolineare la funzione di nutrice dei suoi figli, che perciò vengono istintivamente presentati come «fratelli»: si pensi per esempio al testo di Mameli, poi diventato non a caso inno nazionale), altre volte in catene (per evidenziare il suo stato di oppressione). Per questo le vicende narrate nelle opere del «canone» hanno spesso come protagonista una donna il cui onore viene violato oppure che si concede al «nemico» tradendo il legame di sangue che la unisce agli altri italiani. La figura del traditore, un personaggio sempre cinico, che agisce in modo subdolo e che provoca la disfatta della comunità nazionale, viene spesso introdotta come la spiegazione più ovvia per giustificare le condizioni in cui si trova la nazione italiana agli inizi dell’Ottocento.




La rilettura della storia


La rilettura della storia    sort0 sort1

La nazione italiana, da momento che esiste da molto tempo, ha una lunga storia che va tenuta viva e presente nella coscienza degli uomini: gli intellettuali, come sostiene Foscolo nella Prolusione alle lezioni di storia,  hanno tra l’altro il compito di tramandare azioni nobili che servano da esempio per le future generazioni. Gli autori del «canone» scelgono così nella storia italiana una serie di episodi, slegati tra di loro, che vengono presentati come «figure», ossia anticipazioni simboliche, della lotta per l’indipendenza italiana che si sarebbe svolta tra il 1821 e il 1861: tra gli altri quelli più presenti sono i Vespri siciliani (1282), la Lega Lombarda (XII secolo), la lotta della Repubblica fiorentina contro Carlo V nel 1530, la rivolta genovese contro gli Austriaci nel 1746. I tratti comuni a questa rilettura simbolica di eventi reali sono l’insistenza sull’oppressione esercitata dagli stranieri, la divisione interna degli italiani, la minaccia all’onore nazionale che ne deriva, gli eroici e sfortunati tentativi di riscatto. La sequenza di questi temi porta a escludere la storia di Roma dai contenuti del «canone» in quanto poco funzionale alle intenzioni degli intellettuali risorgimentali: la Roma repubblicana è per eccellenza un periodo di guerre civili, quella imperiale invece opprime tutta una serie di popoli conquistati.




L'idea di nazione


La ricezione dell’idea di nazione   sort0

L’idea di nazione, con tutti i corollari che abbiamo delineato, non si sarebbe imposta così rapidamente se non avesse avuto la possibilità di appoggiarsi a un’altra costellazione di simboli, presente da moltissimo tempo nella coscienza degli italiani: la simbologia della religione cattolica.
E' molto facile infatti individuare una simmetria tra la triade di simboli:  eroe patriottico - traditore – donna, da una parte, e la triade: Cristo e i suoi seguaci - Giuda - la Vergine e le sante martiri dall’altra. Il Risorgimento nazionale stesso viene facilmente riletto nei termini di una «risurrezione» della patria. Questa simmetria facilita la diffusione delle idee sulla nazione, ma non può spiegare il codice etico dei personaggi, che è in realtà un codice d'onore riconducibile ad un linguaggio tipico delle società fortemente divise in ceti.



I testi del canone

Testi poetici

Le raccolte poetiche di Berchet e di Giusti

le poesie patriottiche di Leopardi

i Sepolcri di Foscolo;

L’esule di Pietro Giannone

Fratelli d’Italia di Goffredo Mameli

Marzo 1821 di Alessandro Manzoni

Il Risorgimento di Alessandro Poerio

Tragedie


Giovanni da Procida e Arnaldo da Brescia di Giovanni Battista Niccolini

Francesca da Rimini di Silvio Pellico

Conte di Carmagnola e Adelchi  di Alessandro Manzoni

Romanzi

Le ultime lettere di Jacopo Ortis di Ugo Foscolo

Platone in Italia di Vincenzo Cuoco

L’assedio di Firenze di Francesco Guerrazzi

Ettore FieramoscaNiccolò de’Lapi di Massimo D’Azeglio

Saggi politici

Del primato morale e civile degli italiana di Vincenzo Gioberti
Delle Speranze d’Italia di Italo Balbo

Memorialistica

Le mie prigioni di Silvio Pellico

Memorie (Giuseppe Pepe)

Melodrammi

L’assedio di Corinto, Mosè, Guglielmo Tell di Gioacchino Rossini

Donna Caritea di Mercadante

Norma di Vincenzo Bellini
Marino Faliero di Gaetano Donizzetti

Nabucco, I Lombardi alla prima crociata, Ernani, Attila, Macbeth e La battaglia di Legnano di Giuseppe Verdi

 


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