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La questione originaria

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Il problema fondamentale, quello da cui prende le mosse la filosofia, è quello dell'atteggiamento nei confronti della realtà. Ogni singolo essere umano deve entrare in rapporto con la realtà e deve quindi disporsi in un modo piuttosto che in un altro nei suoi confronti.
Soprattutto, ogni uomo deve trovare un senso nella propria esperienza. Con questa espressione non intendiamo nulla di misterioso o di mistico. La parola "senso" qui vuol indicare solo la relazione che lega una esperienza a un'altra. Il senso di un evento consiste quindi nel fatto che esso indica, rimanda, porta a qualcos'altro. Questo secondo evento o fatto rimanderà a un terzo, e così via, fino a quando non verrà a costituirsi una struttura abbastanza ricca da sostenersi da sola.
L'esigenza di vedere un senso nella propria esistenza (ossia, di vedere la propria esistenza organizzata secondo linee guida che si sviluppano in direzioni precise) è così connaturata alla nostra natura che si ritrova non solo in tutti i gruppi umani della storia ma anche nei bambini.



La faticosa ricerca del significato

Scrive lo psicologo dell'età evolutiva Bruno Bettelheim:

Se speriamo di vivere non semplicemente di momento in momento ma realmente coscienti della nostra esistenza, la necessità più forte e l'impresa più difficile per noi consistono nel trovare un significato alla nostra vita. È risaputo come molti abbiano perso la volontà di vivere, e abbiamo smesso di provarci, perché questo significato è sfuggito loro. La comprensione del significato della propria vita non viene improvvisamente acquisita a una particolare età, neppure quando la persona ha raggiunto la maturità cronologica.
Al contrario, è l'acquisizione di una sicura comprensione di quello che può o dovrebbe essere il significato della propria vita a costituire il raggiungimento della maturità psicologica. E questo conseguimento è il risultato finale di un lungo processo di sviluppo: ad ogni età noi cerchiamo, e dobbiamo essere in grado di trovare una pur modica quantità di significato conforme al modo in cui le nostre menti e il nostro intelletto si sono già sviluppati. Contrariamente al mito antico, la saggezza non salta fuori perfettamente sviluppata come Atena dalla testa di Zeus; essa viene edificata, a poco a poco, dagli inizi più irrazionali. Soltanto nell'età adulta è possibile ricavare dalle nostre esperienze in questo mondo un'intelligente comprensione del significato della nostra esistenza nel mondo stesso.
Sfortunatamente, troppi genitori pretendono che la mente dei loro bambini funzioni come la propria: come se la comprensione matura di noi stessi e del mondo, e le nostre idee sul significato della vita, non dovessero svilupparsi lentamente come il corpo e l'intelletto.
Oggi, come in passato, il compito più importante e anche il più difficile che si pone a chi alleva un bambino è quello di aiutarlo a trovare un significato alla vita. Per arrivare a questo sono necessarie molte esperienze di crescita. Il bambino, man mano che cresce, deve imparare gradualmente a capirsi sempre meglio; in questo modo diventa maggiormente capace di comprendere altre persone, e alla fine può entrare in rapporto con loro in modi che sono per entrambe le parti soddisfacenti e significativi.
Per trovare il significato più profondo, bisogna diventar capaci di trascendere gli angusti confini di un'esistenza egocentrica e credere di poter dare un importante contributo alla vita, se non subito almeno in un futuro più o meno lontano. Questa sensazione è necessaria perché una persona possa essere soddisfatta di sé e di quanto sta facendo. Per non essere alla mercé dei capricci della vita, bisogna sviluppare le proprie risorse interiori, in modo che le proprie emozioni, la propria immaginazione e il proprio intelletto si sostengano e si arricchiscano scambievolmente. I nostri sentimenti positivi ci danno la forza di sviluppare la nostra razionalità; soltanto la speranza nel futuro può sostenerci nelle avversità che inevitabilmente incontriamo. 

Autore: Bruno Bettelheim, Il mondo incantato, Feltrinelli editore, pag. 1



Se questa esigenza è così profonda e diffusa, è improbabile che possa essere soddisfatta solo da ciò che noi chiamiamo «filosofia», che è una rielaborazione altamente sofisticata dell'esperienza vissuta e che si diffonde, nelle modalità che noi conosciamo, in un'area piuttosto limitata del nostro pianeta.
In effetti, la modalità con la quale gli uomini hanno affrontato per migliaia d'anni il problema del senso della vita va cercato in un'altra direzione: quella del simbolo.



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