Get Adobe Flash player

Tommaso d'Aquino, De Ente et Essentia

Indice dell'articolo

CAPITOLO SECONDO
Nelle sostanze composte, quindi, forma e materia sono note, come nell'uomo l'anima e il corpo. Non si può però sostenere che una sola di queste due realtà sia l'essenza. È evidente, infatti, che la materia da sola non è l'essenza, poiché una realtà è conoscibile proprio in virtù della sua essenza e viene classificata in genere e specie grazie ad essa, mentre la materia non è principio di conoscenza, e neppure può determinare qualcosa secondo il genere o la specie: ciò è possibile solo grazie a ciò per cui qualcosa è in atto. E neppure si può identificare l'essenza con la sola forma della sostanza composta, sebbene alcuni si sforzano di sostenere questa tesi. Da quanto è stato detto è evidente, infatti, che l'essenza è ciò che viene indicato cn la definizione della cosa, e la definizione delle sostanze naturali contiene non solo la forma ma anche la materia: se così non fosse, non ci sarebbe alcuna differenza tra le definizioni delle realtà fisiche e quelle delle realtà matematiche. E neppure si può affermare che la materia, nella definizione della sostanza naturale, venga posta come qualcosa di aggiunto alla sua essenza, o come un ente indipendente dalla sua essenza: questo tipo di definizioni infatti è tipico degli accidenti, che non hanno una essenza in senso proprio, e la cui definizione perciò deve comprendere il soggetto che è esterno al loro genere. E' evidente quindi che l'essenza comprende materia e forma. D'altra parte non si può neppure sostenere che 1'essenza indichi la relazione tra la materia e la forma, o qualcosa di aggiunto ad esse: infatti ciò sarebbe, necessariamente, un accidente o comunque qualcosa di estraneo alla cosa in questione, e non sarebbe possibile conoscere, attraverso di essa, la cosa stessa. Tutto ciò, invece, è proprio dell'essenza. Infatti attraverso la forma, che è atto della materia, quest’ultima è resa ente in atto e realtà determinata, e perciò ciò che si aggiunge non da alla materia semplicemente l'essere in atto, ma l'essere-tale, come fanno gi accidenti: la bianchezza, per esempio, fa esistere in atto una cosa bianca. Perciò quando viene acquisita una forma simile (cioè accidentale) non si può dire che generi qualcosa in senso vero e proprio, ma solo in un certo senso. Resta stabilito che il termine essenza nelle sostanze composte indica ciò che è composto dalla materia e dalla forma. Boezio è d'accordo con questa affermazione quando dice, commentando le Categorie, che ousia significa composto. Ousia infatti presso i Greci ha lo stesso significato che essenza per i Latini, come egli stesso spiega nel libro De duabus naturis. Anche Avicenna dice che la quiddità delle sostanze composte è la stessa composizione di materia e forma. E infine Averroè, a proposito del settimo libro della Metafisica, scrive: "La natura che hanno le specie nelle cose generabili è qualcosa di medio, cioè composto di materia e forma". Il ragionamento infine conferma queste affermazioni autorevoli, poiché l'essere della sostanza composta non è solo l'essere della forma e neppure quello della sola materia bensì dallo stesso composto: l'essenza invece è ciò sotto il cui profilo la cosa è detta esistente.
Da qui segue necessariamente che l'essenza, in forza della quale la cosa viene detta ente, non sia solo forma o solo materia, ma entrambe, sebbene sia solo la forma a suo modo la causa di questo essere. Infatti vediamo qui, come in altri casi, che le cose che sono costituite di più principi non traggono il loro nome da uno solo di quei principi, ma da ciò che li raccoglie entrambi. Ciò è evidente nei sapori: la dolcezza è causata dall'azione del caldo che digerisce l'umido, e sebbene il questo modo il calore sia la causa della dolcezza, tuttavia un corpo non viene detto dolce per il calore, ma per il sapore che comprende il caldo e 1'umido.
Ma dato che il principio di individuazione è là materia, sembra seguire che l'essenza, che raccoglie contemporaneamente in sé forma e materia, sia soltanto particolare e non universale. La conseguenza sarebbe che gli universali non avrebbero una definizione, dato che l'essenza è ciò che viene indicato con la definizione. Bisogna perciò sapere che non la materia intesa in qualunque senso è principio di individuazione, ma solo la materia signata, e chiamo materia signata quella considerata sotto certe dimensioni. Questa materia non entra nella definizione di uomo in quanto uomo, ma entrerebbe nella definizione di Socrate, se Socrate avesse una definizione. Nella definizione di uomo entra invece la materia non signata perché nella definizione di uomo non entra questo osso e questa carne, ma l'osso e la carne intesi in senso assoluto questa è la materia non signata dell'uomo.

Questo sito fa uso di cookies di terze parti (Google e Histats) oltre che di cookies tecnici necessari al funzionamento del sito . Per proseguire la navigazione accettate esplicitamente l'uso dei cookies cliccando su "Avanti". Per avere maggiori informazioni (tra cui l'elenco dei cookies) cliccate su "Informazioni"