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Sacrobosco, Johannes: Tractatus de sphera

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CAPITOLO IV

Va notato che il sole ha un unico cerchio su cui si muove lungo l'eclittica. Si tratta di un cerchio eccentrico, ossia uno di quei cerchi che, dividendo la terra in parti uguali, non hanno il centro coincidente con quello della terra ma fuori di essa. Il punto dell'eccentrico più vicino al firmamento viene detto «auge», che significa «elevamento»; il punto opposto, ossia quello più lontano dalla sfera delle stelle fisse, si chiama «anti auge».
I moti del sole da occidente oriente sono due: il primo, quello proprio del sole sul suo eccentrico, fa spostare questo pianeta nel corso di un dì e una notte di circa 60 minuti. Il secondo movimento, più lento, è quello della sfera del sole rispetto ai poli dell'asse dello zodiaco ed è uguale a quello della sfera delle stelle fisse, ossia 1° in cento anni. Dalla somma di questi due moti risulta il movimento del sole da ovest verso est sul cerchio dello zodiaco: è il movimento che divide il cerchio dello zodiaco in 365 giorni e un quarto, oltre a una quantità piccolissima che non è assolutamente osservabile a occhio nudo.
Ogni altro pianeta diverso dal sole ha tre cerchi, ossia l'equante, il deferente e l'epiciclo.
L'equante della luna è un cerchio il cui centro coincide con quello della terra e si trova parallelo all'eclittica. Il suo deferente è un altro cerchio eccentrico e non è parallelo all'eclittica ma inclinato rispetto ad essa in modo che metà si trova nell'emisfero settentrionale e metà in quello meridionale. Il deferente interseca l'equante in due punti, generando una figura detta «dragone» perché è larga in mezzo e stretta alle estremità. Il punto in cui la luna passa dal lato meridionale a quello settentrionale è la testa del dragone, mentre l'altro, quello che la luna attraversa quando passa da nord a sud, è la coda del dragone.
Il deferente e l'equante sono uguali per tutti i pianeti. Va detto che tanto il deferente quanto l'equante di Saturno, Giove, Marte, Venere e Mercurio sono eccentrici e posti fuori dal piano dell'eclittica, e tuttavia quei due sono sul piano dell'eclittica. Ogni pianeta, a eccezione del sole, possiede un epiciclo: l'epiciclo è un piccolo cerchio sulla cui circonferenza si muove il corpo del pianeta, e il cui centro si muove sulla circonferenza del deferente.
Se si tirano due linee dal centro della terra in modo che risultino tangenti all'epiciclo, una sul lato orientale e l'altra su quello occidentale, il punto di tangenza sul lato orientale si dice «prima stazione», il punto di tangenza sul lato occidentale è la «seconda stazione». Quando il pianeta si trova in una di questi punti si dice che è «stazionario».
L'arco superiore dell'epiciclo compreso tra le due stazioni viene detto «direzione», e quando il pianeta percorre questa parte dell'epiciclo è «diretto». L'arco inferiore dell'epiciclo, compreso tra le due stazioni, si dice «retrogradazione», e quando il pianeta è in questa parte dell'epiciclo si chiama «retrogrado». A causa della rapidità del suo movimento la luna non possiede stazioni, né moto diretto o retrogrado, e quindi non si parla né di luna stazionaria, né di luna diretta o retrograda.
Dato che il sole è più grande della terra, è necessario che metà della sfera della terra sia sempre illuminata dal sole e che l'ombra prodotta dalla terra si estenda nell'aria riducendo progressivamente il proprio diametro fino a esaurirsi sulla superficie del cerchio dei segni zodiacali in un punto che coincide con il nadir del sole (il nadir infatti è il punto direttamente opposto al sole sulla sfera delle stelle fisse). Perciò quando la luna, durante la fase di plenilunio, si trova nella posizione della testa o della coda del dragone sotto il nadir del sole, allora la terra è interposta tra il sole e la luna, e il cono di ombra della terra cade sopra il corpo della luna. Poiché però la luna non risplende se non per la luce che le viene dal sole, nella realtà dei fatti le viene a mancare l'illuminazione e si ha una eclissi totali (se la luna si trova esattamente nella coda o nella testa del dragone); si ha una eclissi parziale se invece si trova solo approssimativamente in quelle posizioni. Questa situazione si verifica nel plenilunio o nei giorni vicini ad esso. Quindi, dato che la luna non è in ogni opposizione, ossia in un plenilunio, nella posizione della testa o della coda del dragone e neppure al nadir rispetto al sole, ne segue che non è necessario che la luna debba subire una eclissi a ogni plenilunio.
Quando invece la luna si trova nella testa o nella coda del dragone o nelle loro vicinanze e in congiunzione col sole, allora il corpo della luna si interpone tra il nostro sguardo e il corpo del sole e quindi oscurerà la luce del sole. E in questo modo il sole subirà una eclissi, non perché venga a mancare la sua luce ma perché essa non arriva più a noi a causa dell'interporsi della luna tra noi e il sole. Da ciò risulta evidente che deve sempre verificarsi un eclisse durante la congiunzione del sole e della luna, ossia durante un novilunio.
Va subito detto però che quando si verifica un eclissi di luna l'eclissi si verifica su tutta la terra. Quando invece si verifica una eclissi solare essa non è mai visibile su terra, ovvero è visibile in un «clima» e in un altro no. Questo dipende dalla diversità di osservazioni che si possono avere nei diversi climi. Per questo Virgilio, esprimendosi in modo estremamente elegante, riassume l'essenza di entrambi i tipi di eclissi dicendo che

Da tutto quanto detto sopra è evidente che l'eclissi di sole che si è verificata durante la Passione del Signore (che cadde durante un plenilunio) non fu naturale ma miracolosa e contro la natura, dal momento appunto che l'eclisse di sole deve avvenire o durante il novilunio o in prossimità di esso. Per questo motivo si legge che Dionigi l'Aeropagita abbia detto, nello stesso momento in cui avveniva la Passione: «O il Dio della natura sta soffrendo o la macchina del mondo si sta sfasciando».

 

 

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