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Richard Wagner

Testo

Wagner (1813-1883) fu probabilmente il musicista più importante della seconda metà dell'Ottocento: la sua concezione estetica, imperniata sul concetto di «opera d'arte totale», condizionò tutta la musica a cavallo tra XIX e XX secolo. 
Wagner polemizza contro le forme musicali tradizionali dell'Ottocento: la musica puramente strumentale da un lato e  l'opera dall'altro.
Entrambe a sua avviso tradiscono il senso profondo dell'arte, che è quello di ritrovare e rifondare il «puramente umano» (in tedesco: rein Menschliches). Questo obiettivo può essere però raggiunto solo da un'opera d'arte totale, capace di recuperare l'unità originaria di parola (Wort), musica (Ton) e azione (Drama)
La musica strumentale non può evidentemente raggiungere questo risultato, dal momento che rinuncia in partenza sia alla parola sia alla rappresentazione di un'azione (nella terminologia wagneriana è musica «assoluta», ossia sciolta dal legame originario e fondamentale con questi due aspetti fondamentali dell'esistenza umana). 
Neppure l'opera lirica tradizionale, così come si era sviluppata in Italia e in Francia nel corso del Settecento e dell'Ottocento, realizza l'essenza dell'opera d'arte, perché in essa la melodia musicale non ha alcun nesso profondo con l'azione che viene rappresentata: azione scenica e musica cioè sono semplicemente affiancate l'una all'altra e nessuna delle due è in grado di giustificare, spiegare, «motivare» (come dice Wagner) l'altra.


Il dramma musicale 
La proposta di Wagner fa perno su una nuova concezione di «dramma musicale». In esso il vero fulcro è l'azione, che viene presentata attraverso la musica e la parola in modo tale che nessuno di questi tre elementi possa essere scisso dagli altri. Come conseguenza di questa impostazione non si può più sostenere, secondo Wagner, il primato della parola (cioè della poesia) sulla musica o viceversa. Entrambi i momenti devono collaborare e interagire per «manifestare» e «rendere visibile» allo spettatore l'azione, che rappresenta la vera concretezza dell'opera d'arte. Per sottolineare questa sintesi inscindibile Wagner parla a proposito di questa particolare forma artistica di «Wort-Ton-Drama». Il «dramma musicale» per Wagner non dovrebbe essere un nuovo genere musicale da aggiungere agli altri, ma semplicemente la parola-musica-azione nel suo concreto rappresentarsi sulla scena. 




La melodia infinita e il Letimotiv 
Nel dramma musicale sono fondamentali i concetti, strettamente connessi tra loro, di «melodia infinita» e di «Leitmotiv» (i termini non sono stati inventati da Wagner).
La melodia infatti per Wagner è l'essenza stessa della musica in quanto dotata di un senso. Ma la melodia, a sua volta, ha un senso solo se possiede un «motivo», che può essere fornito solo dall'azione. La melodia perciò deve fondarsi su un motivo drammatico (ossia di azione), mentre a sua volta il motivo drammatico deve esprimersi e prendere forma nella melodia. La melodia quindi da un lato riceve il suo «motivo« (ossia la sua ragion d'essere) dall'azione, ma dall'altro a sua volta «motiva» l'azione in quanto ne svela le ragioni profonde. La melodia si caratterizza poi in «motivi melodici» in senso strettamente musicale e tradizionale, ossia in particolari sequenze di note che sono collegate a un particolare evento scenico (per esempio un eroe) e che ricompaiono tutte le volte che compare quel determinato evento scenico.
Queste sequenze vengono chhiamate con termine tecnico Leitmotiv, ossia «motivo conduttore».   
È qui evidente una voluta ambiguità tra i due significati della parola «motivo», quello tecnico («sequenza di note») e quello del linguaggio parlato («causa, ragione»).
I «motivi conduttori» attraversano tutto il dramma e nel loro intrecciarsi formano quella che Wagner chiama la «sinfonia orchestrale». Il suo compito, secondo Wagner, è simile a quello del coro greco, perché deve servire a commentare l'azione, riportando continuamente alla coscienza dello spettatore la rete di «motivi» (nel senso di «causa», «ragion d'essere») che collega un determinato momento dell'azione ad altri momenti passati (Wagner parla di «reminiscenza») o futuri («presentimento»). Questo significa che nel dramma wagneriano entra in gioco una particolare concezione del tempo, in cui convivono volutamente due livelli: non solo ciascun evento è effetto di un evento precedente e causa di uno successivo (concezione «lineare» del tempo, in cui i momenti del tempo sono visti come se si disponessero appunto su una linea fatta di punti successivi), ma in ogni momento del tempo sono presenti eventi passati ed eventi futuri (concezione «coscienziale» del tempo, paragonabile a quella agostiniana, in cui il tempo è «ritenzione» del passato e «protensione» verso il futuro).

Per realizzare questa forma d'arte totale Wagner fece realizzare appositamente un teatro nella città tedesca di Bayreuth.





Bibliografia












Presentazione













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