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Breve introduzione alla filosofia ellenistica

 

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La filosofia ellenistica esprime il sostanziale mutamento che avviene nella società greca in seguito ad uno sconvolgimento politico. Per capire, quindi, il passaggio dalla filosofia greca classica a quella ellenistica è necessario analizzare il contesto storico nel quale avviene.

La fase storica che viene indicata con il termine di «ellenismo» ha inizio con la morte di Alessandro Magno (323 a.C.) e termina indicativamente alla fine del II sec. d.C., quando l’Impero romano raggiunse il suo massimo sviluppo. In particolare tra il III e il II sec. a.C. assistiamo alla creazione e alla prima fase di sviluppo dei regni ellenistici, i quali influenzeranno il pensiero dei filosofi contemporanei.
Infatti alla morte di Alessandro frana rapidamente i suo progetto politico-culturale di creare un grande stato unitario caratterizzato dalla fusione della civiltà greco-macedone e quella persiana. La lotta tra i successori dell’imperatore (diadochi) condusse alla creazione di tre grandi regni: il regno d’Egitto, Seleucide e di Macedonia più altri regni creatisi in seguito.
In relazione a questi avvenimenti anche la dimensione politica delle città greche cambiò notevolmente. La polis, infatti, anche se non scomparve e mantenne parte della sua autonomia, non costituì più la struttura politica fondamentale, poiché fu soppiantata dal regno. Ciò portò in seguito ad una crescente perdita di importanza delle istituzioni cittadine, con tutte le conseguenze che ne derivarono nell’ambito della filosofia.

Per la filosofia greca classica l’appartenenza alla polis e la partecipazione alla vita politica era un aspetto della vita tutt’altro che irrilevante. Tra i più grandi esponenti della filosofia greca
Platone visse con l’obbiettivo della creazione di uno stato giusto e Aristotele sosteneva che l’uomo può essere felice solo all’interno di una comunità organizzata, la polis. Con la fine di questa istituzione viene meno il fulcro della filosofia del tempo, quindi è necessario trovarne una nuova.

Ma cosa significa trovare una nuova filosofia?
La filosofia, in fondo, esprime un modo di vedere il mondo, un modo di vivere tipico della società che la sviluppa. Il problema fondamentale che i pensatori del tempo si pongono è come rendere la vita degna di essere vissuta ora che la polis non esiste più.
È come cercare una nuova strategia di vita, un nuovo obbiettivo e insieme una nuova base su cui costruire la propria felicità.


Le soluzioni a questo problema esistenziale sono state diverse. Tra i maggiori pensatori promotori di questa nuova filosofia ci sono:

Epicuro e la sua scuola (a Roma il suo seguace più importante è Lucrezio)
Gli Stoici (l’esponente fondamentale è Zenone)
Gli Scettici
I Cinici

Tra questi Epicuro e gli Stoici svilupparono due idee opposte, anche se siamo in grado di riconoscere alcuni aspetti in comune:

L’importanza dell’etica.
L’importanza del saggio.

L’etica ebbe una grande importanza nella filosofia ellenistica dato che la filosofia era intesa come strumento per vivere meglio.
Il saggio, invece, era inteso da entrambe le correnti come «colui che sa vivere», sottolineando l’aspetto pratico rispetto a quello teorico. Infatti il saggio non insegna con le parole, ma attraverso il suo esempio.

 

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