Get Adobe Flash player

L'ontologia di Sartre

Partendo dall’incontro con Husserl, Sartre accoglie la teoria dell’intenzionalità: conoscere o aver coscienza è sempre un aver coscienza di qualcosa. Ma Sartre giunge poi ad una conclusione niente affatto husserliana, cioè che la coscienza non rivela mai se stessa, ma solo l’altro, il conosciuto, e formula una dottrina che può essere denominata esistenzialismo fenomenologico. Afferma la vocazione realista della fenomenologia, che ha finalmente immerso l’uomo nel mondo sostenendo che l’io è essere nel mondo, fuori e non dentro la coscienza, non formalmente alla maniera kantiana, non materialmente alla maniera degli psicologi.

L’io è il risultato trascendente degli atti di coscienza, assoluta spontaneità, e ogni momento della vita psichica risulta una creazione ex nihilo, pertanto suscita angoscia, un’angoscia per la libertà gratuita. Ma questa posizione porta al superamento del solipsismo: l’io perde la pretesa di assolutezza e unicità per avere la stessa evidenza obiettiva degli altri io. Ne L’essere e il nulla, occupandosi di ontologia, Sartre definisce il conosciuto in-sé, il quale è massiccio, opaco, increato, chiuso in se stesso, sottoposto ad un divenire rigido e retto da cause determinate, atemporale e tutto in atto (Sartre nega la potenza). Non vi è un fondamento dell’esistenza dell’essere, poiché solo Dio potrebbe conferirlo se esistesse, ma Dio non esiste, e dunque l’esistenza precede l’essenza.

Al di fuori dell’essere pieno esiste poi un essere di tutt’altro tipo, il per-sé, l’essere tipicamente umano, che è movimento e irrequietudine, lacerazione di sé e da sé. Non è ciò che è (il proprio passato) ma è ciò che non è (il proprio futuro) e questa scissione dell’uomo è continuo autoannullamento, una fessura nell’essere. Dato che tutto ciò che esiste deve essere in-sé, il per-sé è il nulla come potere nullificante della coscienza, consiste nel nulla e il nulla è ciò che nell’uomo vi è di specificamente umano. Dunque il per-sé nasce da un nullificarsi dell’in-sé, poiché la coscienza ha il potere di assegnare alle cose, di per sé gratuite e prive di senso, un significato e pertanto annullarle come puri dati e padroneggiarle come unica responsabile dei loro significati.

Il per-sé, che è essenzialmente temporalità, è caratterizzato da tre ek-stasi, ossia la tendenza a superarsi in direzione del nulla, dell’altro, dell’essere.

La prima ek-stasi coincide con coscienza e libertà.1 La coscienza, che accompagna a livello preriflessivo ogni conoscenza, è priva di essenza ed è pura esistenza, è decompressione dell’essere, scissione dell’in-sé, poiché essa diviene altro da sé in ogni atto intenzionale. Dunque si può affermare che l’essenza dell’uomo è libertà come duplice negazione di sé e delle cose e proprio nella libertà appare più chiaramente il nulla del per-sé. Se infatti se l’uomo fosse determinato dal passato non potrebbe scegliere, ma sceglie, dunque annulla proprio passato aspirando a qualcosa che non esiste ancora. La libertà, incondizionata e inevitabile, è incertezza, completa indeterminatezza in un futuro privo di valori precostituiti, è presa di coscienza del proprio essere come nulla, perciò genera angoscia, angoscia alla quale  l’uomo cerca di fuggire senza riuscirvi, poiché l’uomo è la propria angoscia. Pertanto la prima ek-stasi è destinata allo scacco.

La seconda ek-stasi è l’essere-per-altri. L’esistenza dell’altro non può essere dimostrata ma è data intuitivamente nel fenomeno della vergogna e illustrata fenomenologicamente nell’analisi dello sguardo, per cui l’esperienza dell’altro si rivela come alienazione. Ogni per-sé cerca di oggettivizzare l’altro, non al fine di dominarlo come semplice oggetto (Hegel), bensì di possederlo in quanto libertà e, poiché ciò è impossibile, anche la seconda ek-stasi è destinata allo scacco e il rapporto con l’altro resterà sempre un perpetuo conflitto in cui ogni per-sé è destinato a restare irrimediabilmente separato dall’altro, nella continua oscillazione tra vergogna e orgoglio, poiché “l’inferno sono gli altri”2 .

La terza ek-stasi è l’essere. L’uomo è condannato a essere libero, deve scegliere e la sua prima scelta è il progetto verso l’in-sè, ma non sceglie l’in-sé contingente e assurdo nel quale si sente gettato e che gli suscita nausea a causa della sua assenza di significato, tende a un in-sé che la coscienza possa raggiungere pur restando un per sé, per rimanere coscienza e insieme possedere la pienezza e la consistenza infinita dell’in-sé. Desiderio costitutivo dell’uomo è diventare un in-sé-per-sé, ossia un ens causa sui, un in-sé che sia fondamento di se stesso: Dio. Ma Dio è impossibile, di qui la scacco cui è destinata anche alla terza ek-stasi.
Perciò l’uomo è definito da Sartre una “passione inutile”.

 

Vedi anche

  • Aristotele: la fisica e la metafisica
  • Kant filosofo del sistema del sapere
  • Testo

    La parola </span></span></span></span><span style="font-size: small;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="letter-spacing: 0.1pt;">«</span></span></span></span><span style="font-size: small;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="letter-spacing: 0.1pt;">angoscia</span></span></span></span><span style="font-size: small;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="letter-spacing: 0.1pt;">»</span></span></span></span><span style="font-size: small;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="letter-spacing: 0.1pt;"> ha preso nella fi­losofia esistenzialistica il significato di «in­quietudine metafisica» avvertita dall'uomo attraverso i suoi tormenti individuali. Il termine è stato introdotto ed </span>ampiamente analizzato in ..."> L'angoscia nell'esistenzialismo
  • L'essenzialismo ontologico platonico
  • L'essere e il non essere nella filosofia classica

Questo sito fa uso di cookies di terze parti (Google e Histats) oltre che di cookies tecnici necessari al funzionamento del sito . Per proseguire la navigazione accettate esplicitamente l'uso dei cookies cliccando su "Avanti". Per avere maggiori informazioni (tra cui l'elenco dei cookies) cliccate su "Informazioni"