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La scienza: funzione vs sostanza

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La rivoluzione scientifica è essa stessa un momento  caratteristico della filosofia moderna. Il problema essenziale della filosofia moderna è quello della conoscenza, così come il problema della filosofia classica (da Talete e Tommaso) è quello dell'essere e quello della filosofia contemporanea (dall'idealismo a oggi) è l'agire. La scienza o, come si chiamava allora, la filosofia naturale è solo un aspetto, quello rivolto alla realtà naturale, del problema generale della conoscenza.

In generale, il problema del conoscere nel XVII secolo si configura come il problema della corrispondenza tra pensiero ed essere, concepiti in via di presupposto in termini di esteriorità reciproca. L'oggetto immediato del pensiero non è la realtà ma l'idea concepita come rappresentazione. Tale collasso rispetto alla concezione classica (intenzionale) del conoscere avviene lungo il filo conduttore del problema delle essenze e delle relative species e phantasmata, che la scolastica decadente si limita a immaginare senza pensarle.

In prospettiva storica, il trapasso dalla filosofia scolastica a quella moderna si può schematizzare così:

  • filosofia scolastica: tematizzazione delle essenze
  • Ockham:  negazione delle essenze
  • Telesio:  conoscenza della natura (iuxta propria principia) attraverso il senso
  • scienza moderna:  conoscenza della natura attraverso la matematica


 La scienza moderna si può definire così:

  • interpretazione matematica
  • dei dati osservati strumentalmente
  • negli esperimenti,
  • capace di prevedere dati ulterior

       
 È importante mettere in rilievo che per arrivare alla rivoluzione scientifica fu necessaria una rivoluzione ontologica, cioè un cambiamento del senso dell'essere (almeno quello naturale):

  • dall'essenza alla materia
  • dalla sostanza alla relazione

L'essenza esprime un'identità normativa della cosa con se stessa, che si impone come criterio oggettivo di valutazione dell'azione dell'uomo. La materia è postulata come amorfa estensione divisibile priva di ogni normatività intrinseca: l'uomo ne può fare ciò che vuole.
La sostanza è nucleo ontologico che si manifesta sotto varie prospettive senza venirne mai completamente imprigionato. La relazione è posta dall'osservatore che isola e collega tra loro due o più di quegli aspetti che in termini aristotelici chiameremmo accidentali (per esempio temperatura e pressione).

La relazione viene espressa attraverso una funzione, riconducibile alla sua forma elementare: x = f(y) La funzione esprime la costanza di un rapporto pur nel variare dei termini che danno vita al rapporto medesimo: esprime cioè l'unità e la permanenza della legge (il nuovo universale) all'interno della molteplicità e variabilità dei dati (1).

La legge scientifica perciò descrive 'matematicamente questa costanza di rapporto, ma non lo spiega (è noto come Newton si sia sempre rifiutato di dire cosa fosse e perché ci fosse la gravità) : in effetti la ricerca scientifica della "spiegazione" si riduce alla ricerca di un antecedente costante.
II concetto di funzione è lo strumento matematica di cui si serve la scienza per intepretare unitariamente la realtà e prevederne gli stati futuri. Questo uso analitico-sintetico della matematica differenzia la scienza dal neoplatonismo (uso mistico della matematica: cfr. il  Mysterium Cosmographicum di Keplero): esso però sarebbe inutile se non fosse legato al concetto di realtà come estensione divisibile e perciò numerabile e  misurabile (è tra i valori delle misurazioni che si stabilisce la relazione!)
II luogo della misurazione è l'esperimento, che non è semplicemente "andare a vedere come, stanno le cose", ma costruire artificialmente un frammento di realtà in cui sia possibile isolare con  la massima evidenza possibile gli aspetti della realtà che vogliamo mettere in relazione.

7.1 L'esperimento è costruito (cfr. il commento di Kant nell'introduzione alla Critica della Ragion Pura agli esperimenti di Galilei conii piani inclinati), l'esperienza è vissuta

8   Infine, la misurazione è possibile solo attraverso uno strumento (foss'anche un righello o un raffinato microscopio per leggere la misura).

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