Get Adobe Flash player

Articoli

Editoriale 12

NON LEGGERE, USA!

 

L’inizio di questo nuovo anno scolastico è segnato, come spesso avviene, da promesse di ogni tipo. Particolare rilievo ha, sulla stampa non specializzata, l’introduzione delle versioni elettroniche dei libri di testo, che dovrebbero essere scaricate dai siti delle case editrici e utilizzate sui computer degli studenti o sugli e-reader, peraltro ancora ben poco diffusi.

Esistono in proposito alcuni equivoci sui quali verrebbe la pena soffermarsi: il primo riguarda la possibilità concreta di studiare effettivamente solo sullo schermo, sia esso quello di un computer sia o di un e-reader.

Jacob Nielsen, importante studioso delle modalità di utilizzo del web, sin dagli anni Novanta va ripetendo che la risposta alla domanda: «Come leggono le persone le pagine che trovano su Internet?» è semplicissima: «Non leggono». In effetti i suoi studi, effettuati con speciali telecamere che seguono il movimento dei bilbi oculari della persona impegnata a leggere una pagina a schermo, dimostrano come l’attenzione si concentri in modo non omogeneo, generando una figura a «F» («F-shape», per usare l’espressione di Nielsen): vengono lette le prime due-tre righe, poi si saltano le righe seguenti per concentrarsi su quello che è scritto circa a metà pagina (peraltro scorso con attenzione solo fino a metà circa delle riga: da qui la struttura a «F») e infine in modo molto frettoloso si guarda solo la parte in fondo a sinistra dello schermo. In pratica l’unica parte dello schermo che viene letta con attenzione è l’area in alto a sinistra: tutto il resto per il lettore medio quasi non esiste.

È vero che queste analisi riguardano l’uso di pagine web standard, ossia prevalentemente commerciali, e non un testo di studio vero e proprio, ma è innegabile che esse forniscano un potente aiuto a quanti sostengono che l’introduzione degli strumenti elettronici nella didattica non solo sia inutile ma anzi controproducente. In tanti, è noto, si sono affrettati a proclamare che il libro tradizionale, quello fatto di carta, non è ancora morto e non morirà.

La soluzione proposta con il Filo di Arianna però è diversa perché cerca di sfruttare al meglio le caratteristiche dello strumento elettronico (capacità di immagazzinare, modificare e restituire le informazioni) unendole agli indubbi vantaggi della carta (sostegno economico, facilità di trasporto e di uso, possibilità scrivere e sottolineare).

I testi del Filo di Arianna infatti non solo semplicemente da leggere, ma sono materiali da usare liberamente per ricostruire, nel rispetto dei diritti d’autore contenuti nella licenza Creative Commons, un proprio testo, che va poi stampato e studiato in modo, diciamo così, «tradizionale». Lo scopo è quello di stimolare lo studente a essere parte attiva nel processo di apprendimento, invitandolo a essere co-autore di quello che dovrà imparare: autore non dei contenuti, naturalmente, ma della forma e dell’ordine in cui tali contenuti si presentano. Che è poi quello che si è sempre chiesto nella scuola italiana: chi ascolta dimentica, chi guarda ricorda, chi fa impara.

Questo sito fa uso di cookies di terze parti (Google e Histats) oltre che di cookies tecnici necessari al funzionamento del sito . Per proseguire la navigazione accettate esplicitamente l'uso dei cookies cliccando su "Avanti". Per avere maggiori informazioni (tra cui l'elenco dei cookies) cliccate su "Informazioni"