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Il Romanticismo e lo Sturm und Drang

 

RomanticismoLo Sturm und Drang

Il Romanticismo come sintesti di Sturm und Drang e Classicismo

La Sehensucht

Il Romanticismo e la storia

 


Il Romanticismo è un movimento difficilissimo da definire nel suo significato complessivo, perché da un lato è sia un momento storico determinato sia una categoria eterna e universale dello spirito, e dall'altro intrattiene rapporti complessi con Illuminismo e classicismo.

È necessario togliere di mezzo subito una interpretazione sbagliata che continua tuttavia a essere riproposta per la sua apparente semplicità. Secondo questa interpretazione, l'Illuminismo sarebbe l'età della ragione mentre il Romanticismo sarebbe l'età del sentimento. Questa lettura è sbagliata, perché sembra suggerire una assurda dicotomia tra un Illuminismo completamente dominato dalla razionalità astratta e del tutto privo di sentimenti e un Romanticismo che al contrario sarebbe del tutto impregnato di sentimenti irrazionali. È molto più equilibrata l'interpretazione del filosofo e storico Ernst Cassirer per il quale, semmai, l'Illuminismo e il Romanticismo ebbero due modi diversi di intendere la ragione: il primo la concepiva come strumento per operare sull'esperienza, il secondo come strumento per tendere verso l'Assoluto concepito come immanente all'esperienza.

Lo Sturm und Drang

Sul piano culturale la premessa del Romanticismo è il movimento dello Sturm und Drang (Tempesta e impeto o impeto tempestoso: è il titolo di un dramma di Friedrich Klinger del 1776. La data è importante, perché Klinger si ispira direttamente alla Rivoluzione americana, che proprio il 4 luglio di quell'anno compie il passo decisivo della proclamazione dell'indipendenza delle ex colonie inglesi).
La caratteristica fondamentale di questo movimento è la riscoperta della natura (anticipata da alcune correnti dell'Illuminismo: vedi Rousseau), intesa come creatrice (e perciò opposta alla natura studiata dalla scienza, che è morto meccanismo: i romantici non amano la fisica newtoniana).

Di conseguenza in questo movimento si afferma:

  • da un lato il valore del sentimento forte e turgido (espressione immediata dello spirito e quindi affine alla natura)
  • dall'altro il valore del genio (che crea come la natura, senza rispettare regole astratte ma essendo regola a se stesso)

La parola d'ordine quindi è la coppia «Natur! Genie!» («Natura! Genio!») come nota il grande storico della letteratura Ladislao Mittner

Comprenderemo quindi il valore che hanno nello Sturm und Drang i due termini natura e genio, soltanto se li comprenderemo indissolubilmente uniti, anzi come costituenti una vera e propria unita, un’unita che si potrebbe esprimere con una formula, di sapore quasi spinoziano "natura sive genius". 

Se nello Sturm und Drang il valore supremo è l'espressione immediata (cioè spontanea, senza mediazioni) di sè e la natura è il vero Dio, si comprende come il valore politico fondamentale sia la libertà. Senza libertà politica, infatti, è impossibile manifestare i propri sentimenti, dato che questi prima o poi vanno a cozzare contro le regole imposte dal potere. 

Lo Sturm und Drang però, nonostante i suoi caratteri estremi, anzi proprio per i suoi caratteri estremi rappresenta solo quella che si potrebbe chiamare l'adolescenza scomposta del Romanticismo.

 



Il Romanticismo come sintesi di Sturm und Drang e Classicismo

Il Romanticismo vero e proprio nasce dalla sintesi dello Sturm und Drang con il Classicismo cioè con il movimento che riconosce l'arte greca come modello ideale e si propone non di imitarla, ma di rinnovarla, di riviverla. E tuttavia il Romanticismo non è il Classicismo. I rapporti tra i due movimenti sono difficili e delicati. In un certo senso il Romanticismo può essere considerato come una sintesi di impeto (rappresentato dallo Sturm und Drang) e di forma (classicismo). Tuttavia è senz'altro vero che il Romanticismo vuole superare il Classicismo, e proprio perciò ha bisogno del Classicismo.

La tesi centrale del Classicismo è che forma si realizza solo in una materia: nel gruppo di Antonio Canova dedicato alle Tre Grazie, per esempio, la bellezza delle tre statue può esistere solo grazie al marmo di cui sono fatte.

 

Le Tre Grazie di Can...
Le Tre Grazie di Canova Le Tre Grazie di Canova
Le Tre Grazie di Can...
Le Tre Grazie di Canova Le Tre Grazie di Canova
Le Tre Grazie di Can...
Le Tre Grazie di Canova Le Tre Grazie di Canova
Dettaglio delle Tre ...
Dettaglio delle Tre Gracie Dettaglio delle Tre Gracie

 

Il Romanticismo vuole (o vorrebbe) cogliere la forma prescindendo da ogni materia in cui la forma si realizza. La materia andrebbe abolita, a favore di una pura intuizione della forma. Non a caso, la forma d'arte perfetta per il Romanticismo è la musica, che tra tutte è quella che sembra avere meno bisogno della materia, ovvero che ha bisogno della materia più impalpabile che ci sia, ovvero l'aria.
Ma il romantico sa perfettamente che è impossibile realizzare compiutamente questo programma: da qui il sentimento fondamentale del Romanticismo, la Sehnsucht.

 

 

La Sehnsucht

Sehnsucht significa fondamentalmente struggimento, più che non nostalgia (come traducono i vocabolari). Infatti nostalgia è il "dolore" (algos) legato al desiderio del "ritorno" (nostos) a qualcosa di già conosciuto, mentre sehnsucht è dolore e "ricerca" (sucht) del "desiderio" (Sehn) in sé: indica cioè un desiderio inestinguibile perché il suo oggetto è irraggiungibile.

Qual è infatti l'oggetto di questo desiderio? La pura forma, senza la materia: di fatto, l'Assoluto, colto direttamente e senza la mediazione del mondo o di un ragionamento.

L'Assoluto però è anche infinito (e come tale mai pienamente raggiungibile), e tende a identificarsi con la Natura, intesa come la Totalità e concepita come un organismo vivente. Se qualcosa può almeno avvicinarsi all'Assoluto, non è il puro ragionamento, ma l'intuizione e il sentimento, che si esprimono nell'opera d'arte. L'arte è quindi strumento dell'Assoluto, e l'artista (in special modo il poeta) è colui che sa in qualche modo arrivare a intuire l'Assoluto.

L'obiettivo etico è sentirsi una cosa sola col Tutto, cioè unirsi all'Assoluto. Per questa via si perviene a una rivalutazione del Cristianesimo perché in questa religione l'infinito e il finito coincidono nell'Incarnazione di Cristo.

 

 

Il Romanticismo e la storia

All'esaltazione del Cristianesimo si arriva però anche seguendo una linea di esperienze del tutto diverse. Una caratteristica del Romanticismo è l'esaltazione della storia come luogo in cui il genio, cioè l'intellettuale, si può sviluppare come espressione del popolo cui appartiene per educarlo e portarlo a piena coscienza di sé (soprattutto attraverso quell'azione morale che è la poesia).

Ma la storia non è la storia dell'umanità (come volevano gli illuministi) ma è storia dei popoli e delle nazioni (alla formazione di questo concetto ha una parte decisiva la lotta della Prussia e del popolo tedesco contro Napoleone)
Nella storia, il periodo privilegiato è il medioevo, visto come periodo della giovinezza e della formazione dell'Europa:

  • da un lato, il Romanticismo fu essenzialmente tedesco, e i tedeschi videro nel medioevo l'esprimersi e l'imporsi del "sangue fresco" tedesco sul decadente impero romano
  • dall'altro, caratteristica dei Romantici fu di considerare come momento veramente vitale (e perciò interessante) di un qualunque processo solo il suo inizio, la sua giovinezza (da qui, per esempio, l'esaltazione del V secolo nella cultura greca e il sostanziale disprezzo per l'ellenismo).

All'interno del medioevo, è il periodo gotico quello che viene esaltato come espressione più' pura dell'arte e della cultura medievale (da qui il Gothic revival in tutte le sue forme, da quelle del romanzo storico a quelle architettoniche)

Infine, poiché il medioevo è cattolico, questa religione viene fortemente rivalutata come la condizione una fusione tra fede, vita e politica (da qui, per esempio, alcune conversioni famose, come quella di Manzoni o quella di Schlegel).

Questa rivalutazione del cristianesimo però si interseca con il dominante desiderio di ordine e di pace dopo vent'anni di guerre ininterrotte.
La causa di tutti i mali viene individuata nella Rivoluzione francese, soprattutto nella sua fase giacobina, che a sua volta veniva identificata con il processo di scristianizzazione messo in atto: la restaurazione, a livello culturale, è prima di tutto un recupero dei valori religiosi.

In questa prospettiva è comprensibile la alleanza tra il trono e l'altare, cioè il reciproco appoggio che il potere temporale e quello spirituale si diedero per riconquistare le posizione perdute durante la Rivoluzione. Tale alleanza capovolge i rapporti che si erano stabiliti durante il Settecento (rapporti tendenzialmente conflittuali) e stabilisce il clima fondamentale della Restaurazione.


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