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La vita di Socrate

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Quello che sappiamo con certezza su Socrate è relativamente poco.
Nacque ad Atene da Sofronisco e Fenarete

, nel demo di Alopece, nel 470-469. Il padre faceva lo scalpellino o lo scultore ed è probabile che Socrate nella prima parte della sua vita abbia seguito la professione paterna.

In ogni caso a un certo punto della vita si allontanò da questa attività e si dedicò alla filosofia naturalista, probabilmente su influsso di Archelao, un discepolo di Anassagora.
Durante la guerra del Peloponneso partecipò ad almeno tre battaglie: l'assedio di Potidea all'inizio del conflitto, la battaglia di Delio nel 424 (conclusasi con una sconfitta per Atene) e infine la battaglia di Anfipoli nel 422.

A quell'epoca Socrate doveva essere già molto famoso e la caratteristica del suo filosofare nota a tutti, perché risale a questo periodo la caricatura nella commedia di Aristofane intitolata Le nuvole, rappresentata per la prima volta nel 423.
Non è possibile datare con certezza l'episodio dell'oracolo di Delfi, che Socrate considerava come il fatto decisivo della propria vita: secondo alcuni deve essere collocato attorno al 430, o subito dopo (ossia quando la guerra del Peloponneso era già iniziata); per altri invece la data va anticipata di una decina d'anni, in modo da farla coincidere con una svolta nel pensiero di Socrate ipotizzabile attorno ai trent'anni d'età.
Anche quello che avvenne negli anni successivi al 423 ci è ignoto: possiamo ipotizzare che poco dopo il 410 Platone divenne suo discepolo e che a un certo punto si sposò ed ebbe dei figli.
Il successivo episodio di cui siamo sicuri è che nel 406, subito dopo la battaglia navale delle Arginuse, si oppose al procedimento illegale con il quale il popolo di Atene mise sotto processo e condannò a morte gli ammiragli che avevano vinto la battaglia ma che non avevano ordinato di recuperare i cadaveri degli ateniesi caduti a causa del mare in burrasca.

Un paio di anni dopo, quando ormai il potere era stato assunto dai Trenta Tiranni, Socrate si oppose al loro ordine di andare a prelevare con altri quattro un certo Leone di Salamina che sarebbe poi stato condannato a morte senza processo per incamerare i suoi beni.

Nonostante questo, quando i democratici tornarono al potere ritennero che Socrate fosse troppo vicino politicamente al governo precedente e organizzarono un processo per empietà, probabilmente per poterlo allontanare dalla città.

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