{"id":546,"date":"2023-12-06T17:35:56","date_gmt":"2023-12-06T17:35:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/fda\/?p=546"},"modified":"2024-03-18T17:19:09","modified_gmt":"2024-03-18T17:19:09","slug":"eraclito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/fda\/2023\/12\/06\/eraclito\/","title":{"rendered":"Eraclito"},"content":{"rendered":"\n<p>Perch\u00e9 Eraclito \u00e8 importante?<\/p>\n\n\n\n<p>Anche Eraclito parte dalla constatazione del mondo come di una realt\u00e0 caratterizzata dalla trasformazione e dall&#8217;alternarsi di contrari: caldo e freddo, giorno e notte, amaro e dolce\u2026 Anch&#8217;egli, come i pitagorici, ritiene che il divenire rappresenti solo l&#8217;aspetto superficiale del mondo, e che sotto di esso esista qualcosa che rappresenti il fondamento, l&#8217;arch\u00e8, della physis.<\/p>\n\n\n\n<p>Con Eraclito ci troviamo di fronte a un problema nuovo. Questo filosofo ha scritto un <strong>libro <\/strong>di cui ci sono rimasti circa 120 frammenti, per lo pi\u00f9 brevi (una o di frasi al massimo). Tuttavia lo stile in cui sono redatti \u00e8 volutamente ambiguo e simile a quello degli oracoli, cos\u00ec che era difficile, anche quando il testo era completo, comprenderne il significato: non a caso Eraclito venne subito soprannominato \u00abl&#8217;oscuro\u00bb. A maggior ragione noi, che non possiamo leggere il contenuto completo dell&#8217;opera, ci troviamo in difficolt\u00e0 quando cerchiamo di intuirne il senso. Il testo ci appare come una serie di lampi, di intuizioni, a volte folgoranti a volte vaghe e confuse<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 chiaro che questa scelta non pu\u00f2 essere casuale. Se Eraclito scrive in questo modo \u00e8 perch\u00e9 vuole ottenere un preciso effetto comunicativo e pedagogico: comunicare con la verit\u00e0 \u00e8 difficile e ambiguo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>L&#8217;intuizione di partenza: il mondo si trasforma<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Anch&#8217;egli parte da una serie di intuizioni condivise con gli altri filosofi ionici, in particolare Anassimandro, e pitagorici:<\/p>\n\n\n\n<ul>\n<li>la physis \u00e8 caratterizzata dal suo continuo trasformarsi<\/li>\n\n\n\n<li>la trasformazione della physis viene concepita come un alternarsi di termini o elementi contrari l&#8217;uno all&#8217;altro (caldo\/freddo, buio\/luce, amaro\/dolce\u2026)<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>La grande intuizione di Eraclito \u00e8 questa: <\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\n<p class=\"has-text-align-left\"><strong>il fondamento, l&#8217;arch\u00e9 della physis, ossia ci\u00f2 per cui la physis esiste, consiste nello stesso alternarsi dei contrari. <\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 che \u00e8 comune a tutte le cose (l&#8217;arch\u00e8, appunto) non \u00e8 un elemento tra gli altri (come avveniva con Talete e Anassimene), n\u00e9 un elemento staccato dagli altri (come era con Anassimandro), ma \u00e8 lo stesso essere diverso di ciscuna cosa rispetto a tutte le altre e in particolare rispetto all&#8217;elemento opposto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abEraclito porta alla luce che l&#8217;identit\u00e0 delle cose \u00e8 il loro stesso essere diverse e apposte, il loro stesso diversificarsi (dalle altre) e opporsi (alle altre)\u2026Ci\u00f2 che vi \u00e8 di identico in ogni cose \u00e8 la contrapposizione stessa di ogni cosa alle altre\u00bb [Severino, 1984:42]<\/p>\n\n\n\n<p>Cerchiamo di capire cosa intendeva dire esattamente Eraclito.<\/p>\n\n\n\n<p>Il punto di partenza \u00e8<strong> l&#8217;incessante trasformazione della physis.<\/strong> Il mondo che noi sperimentiamo cambia continuamente il suo aspetto: con un&#8217;espressione che non \u00e8 di Eraclito ma che verr\u00e0 introdotta molti secoli dopo, possiamo dire che il mondo \u00e8 soggetto a un continuo divenire (non a caso Eraclito verr\u00e0 chiamato \u00abil filosofo del divenire\u00bb).<\/p>\n\n\n\n<p>La proposizione che viene attribuita ad Eraclito per descrivere questa condizione \u00e8 <strong>panta rei,<\/strong> che significa: tutto scorre.<\/p>\n\n\n\n<p>In realt\u00e0 si tratta di una proposizione che non compare nei testi giunti fino a noi; tra i frammenti a noi pervenuti quello che meglio di tutti allude alla continua trasformazione delle cose \u00e8 invece il frammento n. 19, che dice cos\u00ec:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon \u00e8 possibile entrare due volte nello stesso fiume\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-vimeo wp-block-embed-vimeo wp-embed-aspect-1-1 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"eraclito fiume\" src=\"https:\/\/player.vimeo.com\/video\/896914039?dnt=1&amp;app_id=122963\" width=\"640\" height=\"640\" frameborder=\"0\" allow=\"autoplay; fullscreen; picture-in-picture; clipboard-write\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Cosa vuol dire Eraclito con questa sentenza?<\/p>\n\n\n\n<p>Il fiume \u00e8 fatto di acqua, che scorre continuamente e perci\u00f2 cambia senza soste: l&#8217;acqua che vedo passare sotto un ponte in questo momento non \u00e8 la stessa acqua che passava un&#8217;ora fa e non \u00e8 quella che passer\u00e0 tra un&#8217;ora. Il fiume che ho di fronte a me in quanto fatto di acqua che cambia continuamente non \u00e8 lo stesso che potevo guardare un&#8217;ora fa e non \u00e8 lo stesso che potr\u00f2 ammirare tra un&#8217;ora.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo stesso discorso pu\u00f2 essere fatto in realt\u00e0 per tutte le cose: nessun oggetto rimane perfettamente uguale a se stesso, ma subisce continue trasformazioni. Magari si tratta di cambiamenti impercettibili a occhio nudo che per\u00f2, sommandosi gli uni agli altri, diventano evidenti col passare del tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Queste trasformazioni, secondo Eraclito, possono essere descritte in generale come il passaggio da un contrario al suo opposto: l&#8217;acqua del fiume, per esempio, si sposta da un luogo che \u00e8 in \u00abalto\u00bb (la sorgente) a un luogo che \u00e8 in \u00abbasso\u00bb (la foce), mentre un bambino che cresce da \u00abpiccolo\u00bb diventa \u00abgrande\u00bb, e cos\u00ec via.<\/p>\n\n\n\n<p>Fin qui Eraclito non dice niente di realmente nuovo, anche se certamente ha il merito di insistere su questo argomento con molta maggior forza degli altri filosofi (almeno per quanto ne sabbiamo noi).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>L&#8217;arch\u00e8 della trasformazione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Di gran lunga pi\u00f9 importante \u00e8 il passaggio successivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mondo \u00e8 fatto di contrari che continuamente si alternano: ma a quale condizione possiamo dire che esistano i contrari?<\/p>\n\n\n\n<p>A quale condizione per esempio possiamo dire che esiste qualcosa che chiamiamo \u00abcaldo\u00bb? La risposta di Eraclito \u00e8: solo a condizione che esista il \u00abfreddo\u00bb, ossia il contrario del \u00abcaldo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Se non esistesse il freddo, non potremmo neanche accorgerci che esiste qualcosa come il caldo: semplicemente, non avremmo la possibilit\u00e0 di pensare che una certa esperienza o un certa realt\u00e0 siano \u00abcalde\u00bb. Ma vale anche il reciproco: il freddo \u00e8 s\u00ec ci\u00f2 per cui possiamo dire che esiste il caldo, ma anche il caldo \u00e8 ci\u00f2 per cui possiamo dire che esiste il freddo (ossia ci\u00f2 che non \u00e8 caldo). Senza avere avuto l&#8217;esperienza del caldo non potremmo neanche farci venire in mente che un qualcosa \u00e8 \u00abfreddo\u00bb, cio\u00e8 non caldo.<\/p>\n\n\n\n<p>La stessa argomentazione potrebbe essere ripetuta per altre coppie di contrari: la luce per esempio \u00e8 se stessa, cio\u00e8 luce, proprio perch\u00e9 si contrappone al buio, e viceversa esiste qualcosa che possiamo indicare come \u00abbuio\u00bb solo perch\u00e9 esiste la \u00abluce\u00bb di cui il buio \u00e8 la negazione. Se non esistesse anche uno solo dei due termini, non potrebbe esistere neppure l&#8217;altro. Ciascuno dei due termini \u00e8 la condizione per cui pu\u00f2 esistere l&#8217;altro, e perci\u00f2 non si pu\u00f2 sceglierne uno solo e dire: questo elemento, da solo, spiega tutto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il termine che Eraclito usa per indicare il contrapporsi dei contrari \u00e8 polemos, una parola greca che significa \u00abguerra\u00bb: la contrapposizione degli elementi di cui abbiamo parlato finora non \u00e8 statica, infatti, ma dinamica. Ci\u00f2 significa che ciascuno degli elementi lotta per sopraffare l&#8217;altro, senza per\u00f2 poterci riuscire fino in fondo, pena il proprio stesso annullamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Infatti, se il caldo nella sua lotta perenne con freddo a un certo momento lo distruggesse veramente, sparirebbe anch&#8217;esso, proprio perch\u00e9 il caldo per esistere come tale ha bisogno del freddo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>Sotto il polemos, il logos<\/strong><br>Il mondo \u00e8 descrivibile come una serie di contrari in lotta tra loro: e tuttavia non \u00e8 caos. Anzi il frammento n\u00b0 1, che probabilmente era l&#8217;incipit del libro di Eraclito, sostiene una tesi completamente diversa:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\n<p>\u00abTutte le cose sono uno\u00bb<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>Sotto la molteplicit\u00e0 delle apparenze, sotto il fluire del divenire, sotto lo scontro tra contrari del polemos, esiste un qualcosa di pi\u00f9 profondo che \u00e8 comune a tutte le cose e che le rende qualcosa di unitario.<\/p>\n\n\n\n<p>Non si tratta per\u00f2, lo abbiamo gi\u00e0 visto, di un altro elemento, un&#8217;altra cosa in qualche modo nascosta, soggiacente agli elementi e alle cose: se cos\u00ec fosse, si riproporrebbe il problema di scegliere quale elemento dovrebbe godere del privilegio di essere il fondamento di tutto il resto, e rimarrebbe da giustificare la scelta di questo elemento a discapito degli altri.<\/p>\n\n\n\n<p>La risposta di Eraclito \u00e8 invece questa: il polemos, cio\u00e8 la guerra e la contrapposizione degli elementi, nasconde in se stesso una armonia, cio\u00e8 un&#8217;ordine e una unit\u00e0. Questa armonia nascosta e profonda viene indicata dal filosofo col termine \u00ablogos\u00bb, che assume per\u00f2 qui un significato ben diverso da quello che aveva presso i pitagorici: non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 alcun riferimento ai numeri, ma allude a invece alla razionalit\u00e0 nascosta che percorre e sostiene la physis.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo modo Eraclito pu\u00f2 riprendere i concetti di giustizia e ingiustizia gi\u00e0 presenti in Anassimandro:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote has-text-align-left has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-a5ea57760983d3b5331e5530860a18b6\">\n<p class=\"has-text-align-left\">\u00abEraclito mette in luce come ogni cosa possa essere quella che \u00e8 solo in quanto si trovi legata alle altre nel rapporto di opposizione; si che l&#8217;opposizione, la contesa, &#8216;spegne&#8217; la prevaricazione. Si deve dire quindi che &#8216;la giustizia \u00e8 contesa&#8217; \u2013 appunto perch\u00e9 nel contrasto dell&#8217;opposizione, cio\u00e8 nella guerra universale, rimane negata la &#8216;tracotanza&#8217; delle singole cose\u00bb [Severino 1984:43]<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>Ma questo logos razionale e unificante, sottostante a tutte le cose e pacificante, non \u00e8 offerto a tutti, anzi, \u00e8 come se la grande maggioranza degli uomini fosse cieco e sordo nei suoi confronti: \u00e8 al suo cospetto ma non lo vede n\u00e9 lo percepisce, e di conseguenza si comporta in modo sbagliato.<\/p>\n\n\n\n<p>Il sapiente \u00e8 invece colui che riesce a raggiungere quella pi\u00f9 profonda conoscenza della physis che gli permette di cogliere la realt\u00e0 del logos e di ripeterla agli altri esseri umani tramite il suo logos inteso questa volta come \u00abdiscorso\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote has-text-align-left\">\n<p class=\"has-text-align-left\">\u00abIl sapiente\u2026 sta \u2026 in ascolto del logos e quindi dice e fa cose vere. Non \u00e8 colui che conosce un gran numero di cose (Eraclito si riferisce qui esplicitamente a Pitagora), bens\u00ec colui che segue la legge di Dio quale \u00e8 manifesta nel Logos. Nella sapienza cos\u00ec intesa risiede la suprema virt\u00f9\u00bb [Severino 1984:45]<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>\u00c8 ancora forte l&#8217;influsso dell&#8217;esperienza sacerdotale dell&#8217;oracolo, in particolare quello di Apollo in Delfi, che spinge Eraclito a esprimersi come abbiamo detto in una forma quasi enigmatica: chi legge il suo libro pertanto, come chi si reca dall&#8217;oracolo, si trova di fronte a espressioni volutamente paradossali. Ha di fronte una serie di parole che sembrano avere un certo significato letterale ma che in realt\u00e0 nascondono un significato profondo che schiude la possibilit\u00e0 di incontrare il logos.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Eraclito \u00e8 il filosofo del divenire inteso come polemos, ma anche del logos che dona armonia<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":562,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[121],"tags":[124,123,125],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/fda\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/546"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/fda\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/fda\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/fda\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/fda\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=546"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/fda\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/546\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":693,"href":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/fda\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/546\/revisions\/693"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/fda\/wp-json\/wp\/v2\/media\/562"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/fda\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=546"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/fda\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=546"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/fda\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=546"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}