{"id":423,"date":"2023-10-13T09:58:05","date_gmt":"2023-10-13T09:58:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/fda\/?p=423"},"modified":"2023-10-29T13:36:50","modified_gmt":"2023-10-29T13:36:50","slug":"la-rivoluzione-della-scienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/fda\/2023\/10\/13\/la-rivoluzione-della-scienza\/","title":{"rendered":"La rivoluzione della scienza"},"content":{"rendered":"\n<p>Dalla <em>Prefazione <\/em>alla Seconda edizione della <em>Critica della ragion pura<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 un modo facile e sicuro per capire se l\u2019elaborazione delle conoscenze che fanno parte dell&#8217;attivit\u00e0 razionale segue o no la strada sicura della scienza, ed \u00e8 questo: se, dopo molte preparativi e molti sforzi, si inciampa su qualche punto oppure si \u00e8 costretti pi\u00f9 volte a cambiare strada per cercare di raggiungere il proprio scopo, e se non si riesce a far lavorare insieme coloro che dovrebbero collaborare in vista dell&#8217;intento comune, si pu\u00f2 essere sicuri che tale studio non ha ancora intrapreso il cammino sicuro della scienza, ma che \u00e8 solo un altro tentativo andato a vuoto.<\/p>\n\n\n\n<p>La ragione ci guadagna qualcosa anche solo cercando di individuare la strada giusta da seguire, anche se ci\u00f2 significa dover abbandonare ci\u00f2 che, senza riflettere in modo adeguato, era stato individuato come obiettivo.<\/p>\n\n\n\n<p>La logica ha imboccato questo cammino sicuro fin dai tempi pi\u00f9 antichi, e lo si capisce dal fatto che non ha mai dovuto fare un passo indietro dai tempi di Aristotele (a meno che non si vogliano considerare come miglioramenti l\u2019eliminazione di alcune sottigliezze superflue o una maggiore chiarezza nell&#8217;esposizione, tutte cose che contribuiscono pi\u00f9 all&#8217;eleganza della scienza che alla sua certezza).<br>Una cosa davvero curiosa \u00e8 il fatto che, d\u2019altra parte, la logica finora non \u00e8 stata in grado di fare alcun passo avanti, come se fosse qualcosa di chiuso in se stesso e perfettamente completo. Qualcuno in effetti ha creduto di poterla espandere includendo capitoli psicologici sulle diverse facolt\u00e0 cognitive (immaginazione, umorismo), capitoli metafisici sull&#8217;origine della conoscenza o sulla diversa certezza a seconda degli oggetti (idealismo, scetticismo, ecc.) e capitoli antropologici sui pregiudizi (le loro cause e rimedi), ma questo mostra solo la loro mancanza di comprensione della natura specifica di questa disciplina. Quando si mescolano i confini delle scienze infatti non le si amplia affatto ma al contrario le si deturpa.<br>Il confine della logica \u00e8 definito con precisione dal fatto che essa \u00e8 una scienza che espone dettagliatamente e dimostra rigorosamente solo le regole formali del pensiero. Tali regole poi possono essere a priori o empiriche, possono avere un&#8217;origine o un oggetto qualsiasi, e possono incontrare ostacoli casuali o naturali nella nostra mente.<\/p>\n\n\n\n<p>Il fatto che la logica abbia avuto tanto successo \u00e8 dovuto proprio al suo stesso autolimitarsi, che le consente di astrarre da tutti gli oggetti della conoscenza e dalle loro differenze: il pensiero quando si occupa di logica si occupa solo di se stesso e della sua forma.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 stato naturalmente molto pi\u00f9 difficile per la ragione seguire il sicuro cammino della scienza quando ha dovuto affrontare non solo se stessa, ma anche gli oggetti; quindi, la logica \u00e8 considerata quasi come il vestibolo delle scienze, e quando si parla di \u00abconoscenze\u00bb si d\u00e0 per scontata l&#8217;esistenza di una logica per giudicarle. La acquisizione di queste conoscenze per\u00f2 deve essere cercata nelle scienze propriamente dette, quelle oggettive.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Nella misura in cui la ragione \u00e8 presente in queste scienze, deve esserci presente anche una qualche forma di conoscenza a priori. Questa conoscenza si pu\u00f2 collegare all\u2019oggetto che viene conosciuto in due modi: o solo per determinare cosa l\u2019oggetto \u00e8, attraverso il concetto (che per\u00f2 deve essere fornito in altro modo), o per farlo esistere.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel primo caso abbiamo una conoscenza teoretica della ragione, nel secondo una conoscenza pratica della ragione.<\/p>\n\n\n\n<p>In entrambi i casi bisogna presentare per prima la parte pura della ragione, tanto o poca che sia, ovvero quella parte con la quale la ragione definisce il suo oggetto in modo del tutto a priori, senza mescolarla con ci\u00f2 che proviene da altre fonti.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 infatti un pessimo modo di gestire i propri soldi quello di spendere alla cieca ci\u00f2 che si guadagna, senza poter poi distinguere quale parte del bilancio possa sopportare le spese e quale invece no e debba essere ridotta.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono due conoscenze teoretiche della ragione che devono determinare i loro oggetti a priori, e sono la matematica e la fisica: la prima lo fa in modo completamente puro mentre la seconda lo fa in modo puro almeno in parte (sebbene si basi anche su altre fonti di conoscenza oltre alla ragione).<\/p>\n\n\n\n<p>La matematica, sin dai tempi pi\u00f9 antichi a cui risale la storia della ragione umana, ha percorso il sicuro cammino di una scienza nel popolo ammirevole dei Greci. Tuttavia, non bisogna credere che per la matematica si stato cos\u00ec facile (come era stato per la logica, in cui la ragione ha a che fare solo con se stessa), trovare quella \u00abvia regia\u00bb di cui parlavamo prima, o meglio, aprirsi il proprio cammino verso la condizione di autentica scienza.<\/p>\n\n\n\n<p>Al contrario credo che per molto tempo la matematica sia rimasta a brancolare nel buio (soprattutto tra gli Egiziani) e che la sua trasformazione in autentica scienza sia dovuta a una rivoluzione portata dalla felice intuizione di un singolo individuo in un momento preciso: a partire da questo momento non si poteva pi\u00f9 sbagliare strada, e il cammino sicuro della scienza era stato tracciato per sempre e per un progresso infinito. Non conosciamo la storia di questa rivoluzione nel metodo di pensiero [<em>Denkart<\/em>], che \u00e8 stata molto pi\u00f9 importante della scoperta della rotta intorno a un qualche promontorio famoso, e nemmeno quella del fortunato individuo che la realizz\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, la tradizione tramandataci da Diogene Laerzio menziona il presunto scopritore degli elementi minimi delle dimostrazioni geometriche, che, secondo il giudizio comune, nemmeno richiedevano una dimostrazione. Questo dimostra che la memoria della trasformazione apportata dal primo passo su questa nuova via [ossia quella della matematica come vera scienza] deve essere sembrata estremamente importante agli occhi dei matematici dell\u2019epoca ed \u00e8 quindi rimasta indelebile.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel primo che dimostr\u00f2 i teoremi sul triangolo isoscele (che sia stato Talete o qualcun altro) si schiuse [<em>aufgehen<\/em>] la luce, poich\u00e9 egli si rese conto che non doveva pi\u00f9 scrutare nella figura e nemmeno esaminare il semplice concetto di tale figura per apprenderne passivamente le propriet\u00e0, ma che doveva invece produrre (attraverso la costruzione della figura) ci\u00f2 che in essa aveva pensato e rappresentato a priori secondo il suo concetto. Aveva capito cio\u00e8 che per conoscere qualcosa a priori e con certezza non si deve aggiungere alla cosa nulla che non derivi necessariamente da ci\u00f2 che vi \u00e8 stato posto conformemente al concetto.<\/p>\n\n\n\n<p>La fisica invece \u00e8 avanzata molto lentamente prima di trovare la strada maestra della scienza; infatti \u00e8 passato solo circa un secolo e mezzo da quando la proposta del sagace Bacone ha in parte suscitato e in parte accelerato questo passaggio decisivo, che pu\u00f2 essere interpretato solo come un veloce cambiamento radicale nel modo di pensare [<em>Denkart<\/em>].<\/p>\n\n\n\n<p>Qui voglio considerare solo la fisica, nella misura in cui \u00e8 fondata su principi empirici.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando Galileo fece rotolare lungo una superficie inclinata delle sfere che avevano un peso che lui stesso aveva scelto, o quando Torricelli fece sostenere dall\u2019aria un peso che aveva previsto in anticipo come uguale a quello di una colonna d&#8217;acqua che lui conosceva, o ancora, in tempi pi\u00f9 recenti, quando Stahl trasform\u00f2 i metalli in calce e poi nuovamente in metallo, prima sottraendo e poi aggiungendo qualcosa, una luce si accese per tutti coloro che indagavano la natura.<\/p>\n\n\n\n<p>Capirono cio\u00e8 che la ragione vede solo ci\u00f2 che essa stessa produce secondo il proprio progetto, e che essa deve avanzare basandosi sui principi dei suoi giudizi, secondo leggi costanti: deve costringere la natura a rispondere alle sue domande, invece di essere portata al guinzaglio dove lei vuole. In caso contrario, le osservazioni fatte a caso e senza alcun piano prestabilito non possono venire riorganizzate in una legge necessaria, che \u00e8 ci\u00f2 che la ragione cerca e di cui ha bisogno.<\/p>\n\n\n\n<p>La ragione deve affrontare la natura tenendo in mano da una parte i suoi propri principi, secondo i quali soltanto i fenomeni concordanti possono essere considerati leggi, e dall\u2019altra l&#8217;esperimento che essa stessa ha concepito secondo quei principi, cos\u00ec da essere istruita dalla natura; ma non come uno scolaro che accetta passivamente tutto ci\u00f2 che l&#8217;insegnante gli dice, bens\u00ec come un giudice che costringe i testimoni a rispondere alle domande che pone loro.<\/p>\n\n\n\n<p>E cos\u00ec, anche la decisiva rivoluzione del metodo della fisica dipende interamente dall&#8217;intuizione [<em>Einfalle<\/em>, che significa \u00abidea\u00bb ma anche \u00abirruzione\u00bb] che la ragione deve indagare la natura in conformit\u00e0 a ci\u00f2 che la ragione stessa vi pone (senza fantasticare nulla) e senza cui, da sola, non saprebbe nulla. \u00c8 stato solo grazie a questo approccio che le scienze naturali si sono state finalmente indirizzate verso il sicuro cammino della scienza, dopo aver vagato per molti secoli senza una direzione chiara.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Risorsa: traduzione<br \/>\nAutore: Kant<br \/>\nFonte: Critica della ragion pura, Prefazione alla seconda edizione<br \/>\nTraduttore: Martino Sacchi<br \/>\nCC NC BY SA<br \/>\nImmagine generata con Midjourney<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":425,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[66],"tags":[89,61,88,90],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/fda\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/423"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/fda\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/fda\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/fda\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/fda\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=423"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/fda\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/423\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":447,"href":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/fda\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/423\/revisions\/447"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/fda\/wp-json\/wp\/v2\/media\/425"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/fda\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=423"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/fda\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=423"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/fda\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=423"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}