{"id":364,"date":"2023-10-13T16:21:30","date_gmt":"2023-10-13T16:21:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/fda\/?p=364"},"modified":"2023-10-24T21:48:03","modified_gmt":"2023-10-24T21:48:03","slug":"la-dialettica-trascendentale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/fda\/2023\/10\/13\/la-dialettica-trascendentale\/","title":{"rendered":"La dialettica trascendentale"},"content":{"rendered":"\n<p><br>La Dialettica trascendentale \u00e8 la parte della Critica in cui Kant esamina la ragione che cerca di funzionare in modo \u00abpuro\u00bb, ossia prescindendo dalla sensibilit\u00e0, cercando di costruire oggetti che non sono dati nell&#8217;esperienza (ossia sono metafisici, nell&#8217;accezione kaantiana del termine). Cos\u00ec facendo per\u00f2 la ragione si \u00e8 avvolta in contraddizioni insanabili che bisogna dissolvere per poter esaminare l&#8217;eventuale diritto della metafisica a porsi come sapere scientifico. Se l&#8217;attivit\u00e0 propria dell&#8217;intelletto \u00e8 di unificare le rappresentazioni nei giudizi, quella della ragione \u00e8 quello di unire i giudizi creando i sillogismi. Kant segue Aristotele nell\u2019affermare che, per formare un sillogismo, sono necessari tre giudizi: premessa maggiore, premessa minore e conclusione. Tuttavia Kant insiste sul fatto che ciascuna premessa pu\u00f2 diventare a sua volta la conclusione di un altro sillogismo, e cos\u00ec via, formando lunghissime catene di giudizi, apparentemente infinite. Per poter dire di conoscere veramente la conclusione del primo ragionamento, \u00e8 indispensabile conoscere la totalit\u00e0 delle premesse. La ragione quindi \u00e8 intrinsecamente dinamica poich\u00e9 \u00e8 costitutivamente spinta alla ricerca della totalit\u00e0 delle condizioni che \u00e8 necessario ammettere per giustificare la conclusione: detto in altre parole, la ragion pura \u00e8 l\u2019organo della totalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Le idee della ragione<br>La ragione opera con le idee, che naturalmente non vanno intese nel senso usuale del termine: esse infatti esprimono la totalit\u00e0 delle condizioni dell\u2019esperienza. Le esperienze possibili sono due: l&#8217;esperienza interna e quella esterna. Alla prima corrisponde l&#8217;idea dell&#8217;anima (totalit\u00e0 dei fenomeni dell&#8217;esperienza interna), alla seconda quella del mondo (totalit\u00e0 dei fenomeni dell&#8217;esperienza esterna). Ad esse viene unita una terza idea, quella di totalit\u00e0 di tutte le totalit\u00e0, che viene indicata con la parola Dio. Secondo Kant la metafisica tradizionale ha commesso un errore fondamentale, considerando le tre idee della totalit\u00e0 come altrettanti oggetti, che in quanto tale dovrebbero essere conoscibili: \u00e8 quello che Kant chiama uso costitutivo delle idee. Le idee invece non possono essere considerate oggetti perch\u00e9 esprimono solo la totalit\u00e0, che non pu\u00f2 mai per definizione essere raggiunta.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;idea di anima<br>L\u2019idea di mondo, per esempio, \u00e8 l&#8217;idea della totalit\u00e0 di tutte le possibili esperienze, che non pu\u00f2 mai essere completamente esaurita dall\u2019esperienza concreta e vissuta che ciascun soggetto sta vivendo, poich\u00e9 in realt\u00e0 siamo a conoscenza solo di un frammento di esso. Lo stesso vale per l\u2019idea di anima, per quanto riguarda la totalit\u00e0 dell&#8217;esperienza interna, e di Dio come totalit\u00e0 di tutte le totalit\u00e0. Per criticare l&#8217;idea di anima Kant esamina la posizione di Cartesio notando che contiene un fondamentale paralogismo: prima il termine anima indica l\u2019attivit\u00e0 del pensiero (il cogito), poi passa ad indicare la res cogitans, una \u00abcosa pensante\u00bb. Quella che era correttamente indicata come una condizione logico-trascendentale della conoscenza viene cos\u00ec trasformata in un oggetto (illusorio).<\/p>\n\n\n\n<p>Queste considerazioni portano per\u00f2 a un grave problema. L&#8217;Ich denke (o appercezione trascendentale, come la chiama anche Kant) \u00e8 il fondamento dell&#8217;esperienza, ma non \u00e8 a sua volta un oggetto di esperienza: ci\u00f2 significa che, in senso proprio, non pu\u00f2 essere conosciuto. La difficolt\u00e0 consiste proprio in questo: il principio della conoscenza \u00e8 destinato a esserci, in linea di principio, sconosciuto. \u00c8 una difficolt\u00e0 dalla quale Kant non riuscir\u00e0 a liberarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;idea di mondo<br>Per quanto riguarda l\u2019idea di mondo, Kant confronta le posizioni di razionalisti ed empiristi. La cosmologia razionale si fonda sull\u2019idea di mondo inteso come totalit\u00e0 delle condizioni dei fenomeni. L\u2019illusoriet\u00e0 del tentativo della ragione di conoscere il mondo come totalit\u00e0 \u00e8 dimostrata dal fatto che esso conduce all&#8217;errore strutturale della antinomia. Le antinomie sono ragionamenti contrapposto che partono dalla stessa premessa, si sviluppano in modo corretto, ma giungono a conclusioni opposte. Kant distingue quattro antinomie: le prime due sono dette \u00abmatematiche\u00bb e le altre due \u00abdinamiche\u00bb. Le prime considerano le dimensioni dell&#8217;universo: i razionalisti sostengono che l\u2019universo abbia un limite esterno nello spazio e nel tempo e che nella divisione degli elementi si deve arrivare a un elemento semplice, non pi\u00f9 divisibile, mentre gli empiristi sostengono il contrario. Le seconde considerano la libert\u00e0 (che viene ammessa dai razionalisti e negata dagli empiristi) e l&#8217;esistenza di un essere necessario (ammessa dai razionalisti e negata dagli empiristi)<\/p>\n\n\n\n<p>La soluzione di Kant consiste nel sostenere che le antinomie matematiche sono entrambe false poich\u00e9 si basano sull\u2019errore di considerare il mondo come un oggetto, mentre le antinomie dinamiche richiedono una distinzione: le tesi sono vere sul piano noemenico e false sul piano fenomenico, e viceversa per le antitesi. In altre parole Kant sostiene che sul piano del fenomeno \u00e8 corretto dire che nel mondo dell\u2019esperienza gli uomini sono privi della libert\u00e0, perch\u00e9 tutto quello che fanno ha una causa, ma \u00e8 corretto nello stesso tempo anche dire che sono liberi, sul piano noumenico.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;idea di Dio<br>Nell\u2019ultimo tratto della Dialettica trascendentale Kant si confronta con la dimostrazione dell\u2019esistenza di Dio. Anche l\u2019idea di Dio, cos\u00ec come l\u2019idea di anima e di mondo, \u00e8 un\u2019idea che ha un uso regolativo e non costitutivo, cio\u00e8 non pu\u00f2 produrre un oggetto, ma deve indicare la direzione nella quale deve procedere la nostra coscienza nello sviluppo dell\u2019esperienza. Tuttavia la ragion pura commette l&#8217;errore strutturale di trasformare Dio in un oggetto cercando di dimostrarne l&#8217;esistenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Di qui le prove dell&#8217;esistenza di Dio, che Kant riassume in queste versioni:<\/p>\n\n\n\n<p>prova ontologica o a priori<\/p>\n\n\n\n<p>prova a posteriori<\/p>\n\n\n\n<p>prova teleologica<\/p>\n\n\n\n<p>Prova ontologica<\/p>\n\n\n\n<p>Kant pensa che la prova ontologica per eccellenza sia strutturata come la terza prova di Cartesio: \u00abLa definizione, ossia il concetto, di Dio \u00e8 quello di un essere perfettissimo; ma l\u2019esistenza \u00e8 una perfezione; quindi se Dio non esistesse non avrebbe la perfezione dell\u2019esistenza (che invece gli spetta in base alla propria definizione) e sarebbe contraddittorio\u00bb. Chi difende questa prova sostiene quindi che sia possibile dedurre l\u2019esistenza attuale a partire dal concetto di esistenza, ovvero che si possa passare dal livello concettuale al livello dell\u2019esistenza. Per Kant invece l\u2019esistenza non \u00e8 un concetto ma la semplice posizione di una cosa, ovvero il suo \u00abesser posto\u00bb, il suo manifestarsi nell&#8217;esperienza. \u00c8 impossibile passare da un livello all&#8217;altro, perch\u00e9 sono incommensurabili. Quello che ottengo dalla prova \u00e8 il concetto dell&#8217;esistenza di Dio, non la sua esistenza reale. Pertanto l\u2019argomento ontologico pu\u00f2 al massimo dimostrare che il concetto di Dio pu\u00f2 contenere il concetto della sua esistenza, senza per\u00f2 uscire al di fuori della dimensione concettuale.<\/p>\n\n\n\n<p>Prova a posteriori (o fisico teologica)<\/p>\n\n\n\n<p>Anche la seconda tipologia di prove viene ricondotta da Kant a Cartesio: \u00abIl mondo esiste sicuramente ma il mondo (cos\u00ec come me stesso) non pu\u00f2 essersi creato da solo, quindi bisogna ammettere l\u2019esistenza di un altro ente trascendente come causa del mondo\u00bb. La prova pensa di dimostrare Dio come causa del mondo o almeno dell\u2019esperienza: ma secondo Kant il principio di causa \u00e8 solo una categoria che serve a unificare le rappresentazioni all\u2019interno dell\u2019esperienza. Quindi mai e in nessun caso il principio di causa pu\u00f2 essere usato per uscire dall\u2019esperienza e affermare l&#8217;esistenza di Dio (o di qualunque ente trascendente).<\/p>\n\n\n\n<p>Prova teleologica<\/p>\n\n\n\n<p>Il terzo e ultimo tipo di prove dell&#8217;esistenza di Dio \u00e8 tratto dall\u2019ordine, dall\u2019armonia, dalla bellezza e dal finalismo presenti nella natura (\u00abtelos\u00bb in greco vuol dire fine, scopo): \u00abIl mondo \u00e8 ordinato; ma non \u00e8 possibile che le cose, lasciate a se stesse, siano ordinate; quindi bisogna ammettere l&#8217;intervento di un Dio esterno\u201d. Per Kant la prova teleologica dimostra al massimo solo l\u2019esistenza di un Dio ordinatore, di un \u00abarchitetto del mondo\u00bb, ma non prova che sia stato questo stesso Dio ad aver prodotto il mondo: quindi ha bisogno di appoggiarsi alla prima prova, che abbiamo gi\u00e0 scartato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Risorsa: testo<br \/>\nAutore: Martino Sacchi<br \/>\nBattute: 8281<br \/>\nIndice Gulpease: 53<br \/>\nLicenzaCC BY NC SA<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":367,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[60],"tags":[73],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/fda\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/364"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/fda\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/fda\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/fda\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/fda\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=364"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/fda\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/364\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":368,"href":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/fda\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/364\/revisions\/368"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/fda\/wp-json\/wp\/v2\/media\/367"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/fda\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=364"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/fda\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=364"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/fda\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=364"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}