{"id":1543,"date":"2023-09-03T09:34:16","date_gmt":"2023-09-03T07:34:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/blog\/?p=1543"},"modified":"2023-09-06T16:03:07","modified_gmt":"2023-09-06T14:03:07","slug":"giocando-danticipo-su-vestiti-e-cellulari-a-scuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/blog\/2023\/09\/03\/giocando-danticipo-su-vestiti-e-cellulari-a-scuola\/","title":{"rendered":"Giocando d&#8217;anticipo su vestiti e cellulari a scuola"},"content":{"rendered":"\n<p>[la foto \u00e8 di Tirza van Dijk via Unsplash]<\/p>\n\n\n\n<p>Gli argomenti che suscitano la reazione pi\u00f9 veemente degli studenti a scuola sono i divieti sui vestiti e i telefonini. Non \u00e8 un caso. Gli uni e gli altri sono espressione della tecnologia cos\u00ec come la intende McLuhan, ossia una estensione della corporeit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Lo sono evidentemente i <strong>telefonini<\/strong>, che sono un concentrato di conoscenze tecniche e scientifiche di ultima generazione, ma lo sono anche i <strong>vestiti<\/strong>, che sono pur sempre prodotti artificiali che vengono realizzati utilizzando macchine talmente poco sofisticare rispetto ai prodigi dei chip integrati che non ci fanno pi\u00f9 l\u2019effetto di macchine.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In ogni caso, ci\u00f2 che accomuna queste due categorie di oggetti \u00e8 il fatto di essere una superfetazione, ossia una <strong>espansione artificiale, del corpo<\/strong>: i vestiti sono, dal punto di vista strettamente funzionale, una \u201cpelle artificiale\u201d che i Sapiens Sapiens possono mettere e togliere a seconda delle necessit\u00e0 e del piacere. Le scarpe per esempio (perfino nelle loro forme pi\u00f9 semplici, anche come semplici sandali rudimentali, perfino quelli <a href=\"https:\/\/www.rinnovabili.it\/re-auto\/pneumatici-fuori-uso-nairobi-sandali-333\/\">ricavati dai pneumatici<\/a>) sono una espansione della pianta dei piedi che moltiplica la possibilit\u00e0 di camminare su terreni difficili senza farci male, ossia letteralmente sono una &#8220;pianta del piede&#8221; artificiale che ci permette di fare cose che altrimenti non potremmo fare o che potremmo fare con difficolt\u00e0 o sofferenza. <\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Ma accanto a questa funzione pratica si \u00e8 subito sviluppata una funzione estetica, con la quale si \u00e8 cercato di esprimere il proprio senso del bello o almeno del piacevole, con gli infiniti e ramificati sviluppi fino a oggi che tutti ben conosciamo attraverso la frequentazione dei negozi e della pubblicit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>I telefonini, all&#8217;altra estremit\u00e0 della complessit\u00e0 tecnologica, sono una estensione massima del sistema nervoso centrale che consente di espandere prima di tutto la capacit\u00e0 di comunicare a distanza (s\u00ec, i cellulari sono nati per telefonare in qualsiasi momento e da quasi qualsiasi posto) ma poi anche di accrescere altre facolt\u00e0 umane, tra cui spicca la memoria. Questa, soprattutto, \u00e8 cresciuta rapidamente di importanza, in un procedere che merita attenzione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Alla primitiva e quasi rudimentale funzione della rubrica telefonica, che permetteva sin dai primi modelli di delegarela routine dei processi di memorizzazione dei numeri telefonici alla &#8220;estensione del corpo&#8221; rappresentata dal cellulare stesso, si sono rapidamente aggiunte altre forme di memoria, prima di tutto quella visiva (foto e video) e poi quella uditiva (canzoni e registrazioni). Man mano che cresceva la potenza e la qualit\u00e0 della connessione l\u2019espansione del sistema nervoso del singolo cresceva innervandosi con la memoria della rete. Non c&#8217;\u00e8 da stupirsi che la perdita del cellulare venga vissuta come un vero e proprio trauma, in apparenza esagerato rispetto al valore strettamente economico del telefonino: in realt\u00e0 quello che viene perso \u00e8 letteralmente una parte di noi, e proprio una delle parti cui teniamo di pi\u00f9, ossia la memoria (o almeno la testimonianza) dei momenti migliori della nostra vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto questo per dire che vestiti e cellulari quindi non sono semplici \u201coggetti esterni\u201d ma in quanto espansioni della corporeit\u00e0 partecipano in modo decisivo alla costruzione dell\u2019identit\u00e0 personale (condividendo questo ruolo, \u00e8 ovvio, con una infinit\u00e0 di altri oggetti). Ma vestiti e cellulari, essendo tra le non moltissime cose che i ragazzi adolescenti possono gestire in proprio, partecipano in modo essenziale al processo di identificazione del s\u00e8. Per questo le reazioni dei ragazzi sono cos\u00ec scomposte quando, per una qualunque ragione, hanno la percezione che gli adulti vogliano intervenire in questo campo, come si \u00e8 visto nelle polemiche al liceo Newton di Roma nel maggio 2022, o al liceo Malpighi di Bologna nel settembre 22. E&#8217; facile prevedere che all&#8217;inizio del prossimo anno scolastico (per i telefonini) e alla fine (quando la temperatura nelle aule si alza e le ragazze accorciano le gonne) queste polemiche impesteranno ancora una volta il dibattito sulla scuola<\/p>\n\n\n\n<p>Insopportabile la retorica del preside Marco Ferrari del Malpighi (Bologna): &#8220;I richiami non bastano, questo \u00e8 un tentativo coraggioso per permettere agli alunni di staccarsi da uno strumento pervasivo e recuperare il calore dello sguardo, dell&#8217;abbraccio&#8221;. Un progetto didattico, dice il dirigente,&nbsp; \u201cche non calpesta la libert\u00e0 di nessuno, ma permette ai ragazzi di sperimentare una scuola nuova, quella che tutti noi abbiamo vissuto, senza smartphone\u201d&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cI richiami sono inutili, \u00e8 difficile, se non quasi impossibile, chiedere loro il distacco dall&#8217;uso pervasivo e distrattivo dello smartphone. Li vedo durante l&#8217;intervallo, nemmeno parlano pi\u00f9 tra loro e in classe sono continuamente distratti dal telefonino &#8211; continua Ferrari, che \u00e8 anche docente di Filosofia -. Allora abbiamo deciso che occorreva un intervento educativo forte, mi rendo conto che lo \u00e8 e che ci esponiamo anche alle critiche. Quella dal cellulare \u00e8 una dipendenza che si vince con la buona volont\u00e0. Verificheremo come \u00e8 andata a fine anno, ma penso che sia un tentativo che dovrebbero provare tutte le scuole. Crediamo che cos\u00ec i ragazzi possano dedicare tutte le loro energie al lavoro che si fa in classe e sperimentare la sfida dell&#8217;altro e dell&#8217;essere comunit\u00e0 durante l&#8217;intervallo&#8221;. (<a href=\"https:\/\/www.rainews.it\/articoli\/2022\/09\/lesperimento-del-liceo-bolognese-cellulari-vietati-in-classe-durante-le-lezioni-anche-ai-prof-c66ec853-3435-4ce9-8480-8c79d5094ac0.html\">https:\/\/www.rainews.it\/articoli\/2022\/09\/lesperimento-del-liceo-bolognese-cellulari-vietati-in-classe-durante-le-lezioni-anche-ai-prof-c66ec853-3435-4ce9-8480-8c79d5094ac0.html<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p>il 15 febbraio 22 appariva sulla stampa la vicenda della professoressa del liceo RIghi di Roma che aveva apostrofato una ragazzina dicendole \u201cstai sulla Salaria?\u201d perch\u00e9 a quanto pare si stava filmando per un video di TikTok sollevando la maglietta e lasciando scoperta la pancia in una posa giudicata &#8220;sexy&#8221; dalla collega. Ne \u00e8 seguita la reazione di tutti gli studenti che nei giorni successivi hanno volutamente infranto il &#8220;dress code&#8221; della scuola per manifestare la loro solidariet\u00e0 con la compagna.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps:\/\/roma.corriere.it\/notizie\/cronaca\/22_febbraio_15\/liceo-righi-protesta-studenti-classe-pantaloncini-gonne-pancia-scoperta-fac2b896-8e67-11ec-a91e-e98defcaa657.shtml\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>Sarebbe facile, spulciando la cronaca dei giornali, trovare episodi simili, che la stampa ha facile gioco a usare come &#8220;descrittori&#8221; della scuola italiana (la cui realt\u00e0 \u00e8 invece ben diversa).<\/p>\n\n\n\n<p>Il fatto che queste polemiche si riattivino ciclicamente a ogni inizio d&#8217;anno scolastico dovrebbe comunque farci capire che siamo di fronte a tensioni strutturali, in cui si intrecciano questioni di identit\u00e0 personale e di relazioni con gli altri, e quindi entra in gioco il tema della libert\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In un caso come nell\u2019altro la reazione della istituzione rimane sempre repressiva, o viene percepita come tale anche se chi detiene l\u2019autorit\u00e0 dichiara esplicitamente di non voler essere repressivo.<\/p>\n\n\n\n<p>In un caso come nell&#8217;altro si perde cos\u00ec l&#8217;occasione di un percorso educativo nel senso migliore, che dovrebbe partire (o almeno comprendere) una riflessione &#8220;filosofica&#8221; in senso ampio sul significato reale di questi aspetti della nostra esperienza.<\/p>\n\n\n\n<p>nel caso specifico dei cellulari \u00e8 una tempesta in un bicchier d\u2019acqua dato che secondo una ricerca di studenti.it il cellulare viene gi\u00e0 ritirato nel 26% delle scuole (<a href=\"https:\/\/www.rainews.it\/articoli\/2022\/09\/scuola-il-36-degli-studenti-ammette-di-essere-distratto-dal-cellulare-in-classe-4c534f94-4262-4152-b13b-db20db5e947a.html\">https:\/\/www.rainews.it\/articoli\/2022\/09\/scuola-il-36-degli-studenti-ammette-di-essere-distratto-dal-cellulare-in-classe-4c534f94-4262-4152-b13b-db20db5e947a.html<\/a>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[la foto \u00e8 di Tirza van Dijk via Unsplash] Gli argomenti che suscitano la reazione pi\u00f9 veemente degli studenti a &hellip; <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1550,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_exactmetrics_skip_tracking":false},"categories":[4,6],"tags":[286,287,360,81,66],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1543"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1543"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1543\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1551,"href":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1543\/revisions\/1551"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1550"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1543"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1543"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1543"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}