{"id":1043,"date":"2023-01-04T06:41:55","date_gmt":"2023-01-04T05:41:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ariannascuola.eu\/blog\/?p=1043"},"modified":"2023-01-05T12:49:48","modified_gmt":"2023-01-05T11:49:48","slug":"come-usare-lens-a-scuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/blog\/2023\/01\/04\/come-usare-lens-a-scuola\/","title":{"rendered":"&#8220;Dillo con parole tue&#8221;, ovvero come usare Lens a scuola"},"content":{"rendered":"<p>In questi giorni, grazie a una mia studentessa, che devo chiamare solo I. per la privacy, ho scoperto una funzionalit\u00e0 del mio cellulare che non conoscevo: l&#8217;utilizzo della app Lens. Voi direte: ma che tardone che sei! scrivi e parli dell&#8217;uso delle ICT nella didattica e non conoscevi questo programma? E che vi posso dire? Cos\u00ec stanno le cose: non lo conoscevo.<\/p>\n<blockquote><p>Google Lens \u00e8 un&#8217;app mobile di riconoscimento delle immagini sviluppata da Google. Annunciata durante Google I\/O 2017, \u00e8 stata progettata per portare informazioni pertinenti utilizzando l&#8217;analisi visiva. Inizialmente veniva fornita come app a parte, in seguito \u00e8 stata integrata nell&#8217;app Fotocamera di Android. (fonte: <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Google_Lens\">voce Google Lens su Wikipedia<\/a>)<\/p><\/blockquote>\n<p>Il trucco sta nell&#8217;uso delle <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Rete_neurale_artificiale\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">reti neurali<\/a> che permettono un riconoscimento quasi perfetto del testo scansionato.<\/p>\n<p>La cosa funziona cos\u00ec: si apre l&#8217;app, la si punta su un testo e si scatta una specie di foto. Il programma individua il testo e chiede cosa fare: scansionare il testo, tradurlo, cercare una parola&#8230; Scegliendo &#8220;testo&#8221; scansiona il testo, che viene evidenziato, poi ti chiede di nuovo cosa vuoi fare: il software (perch\u00e9 <strong>sempre di software si tratta, non di magia)<\/strong> pu\u00f2 leggerlo oppure selezionarlo per la copia. A me interessa questo secondo passaggio: una volta che il testo viene estratto dal programma pu\u00f2 essere semplicemente copiato oppure inviato direttamente al computer personale (se \u00e8 stato attivato il collegamento tra cellulare e pc attraverso le apposite funzionalit\u00e0 Windows). il tutto nel giro di pochi secondi: l&#8217;intero processo, quando si acquisisce un po&#8217; di abilit\u00e0, dura meno di mezzo minuto.<\/p>\n<p>La cosa che trovo strepitosa \u00e8 che<strong> funziona anche sulle schermate di un tablet:<\/strong> se per esempio state leggendo, come me, l&#8217;articolo di Angelo Panebianco sul Corriere della Sera di oggi 4 gennaio 2022 su quello che possono insegnarci l&#8217;esperienza del Covid e quella della guerra in Ucraina, e volete prepararci su una lezione, basta fare come ho detto per avere a disposizione il testo (o le parti di testo) che vi interessa commentare con i ragazzi, per esempio<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p>Pur con le loro grandi differenze le autocrazie cinese e russa sono accomunate dalla incapacit\u00e0\/impossibilit\u00e0 di comprendere quale potente risorsa sia la libert\u00e0 individuale, quale forza essa sprigioni e con quali benefici effetti per i gruppi umani in cui essa \u00e8 sufficientemente tutelata. I paralleli storici sono sempre arditi ma si pu\u00f2 dire che Putin sia incorso in un errore simile a quello commesso, all&#8217;inizio del quinto secolo avanti Cristo, dal potente impero persiano quando invase la Grecia: venne sconfitto perch\u00e9 sot- tovalut\u00f2 quanta energia potessero accumulare e spendere in battaglia gli uomini liberi delle citt\u00e0 greche.<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non ho dovuto correggere quasi nulla in questo testo: l&#8217;unico &#8220;problema&#8221;, se cos\u00ec si pu\u00f2 chiamare, \u00e8 che la macchina copia anche i trattini degli a-capo, che devono essere tolti a mano (ne ho lasciato volutamente uno per farvi vedere che effetto fa. Naturalmente pi\u00f9 la riga \u00e8 corta, come nel caso di una colonna di articolo, pi\u00f9 gli a-capo saranno numerosi. Quando si scansiona una normale pagina di libro sono relativamente pochi e il lavoro da fare per avere un testo utilizzabile \u00e8 davvero poco).<\/p>\n<p>Io l&#8217;ho usato sul testo del Corriere in edizione digitale, ma non dubito che possa fare lo stesso con una pagina web o con un e-book sul mio reader Kobo o Kindle. E&#8217; ovvio che questo amplifica enormemente i problemi etici legati al copyright, ma non \u00e8 di questo che voglio parlare oggi, quanto piuttosto dell&#8217;impatto sulla didattica nelle scuole superiori.<\/p>\n<p>So per certo che tanti colleghi saranno spaventati da questo strumento e ne trarranno motivo per ulteriore polemica nei confronti della tecnologia informatica. Io invece voglio vedere le straordinarie potenzialit\u00e0 non solo per noi docenti, ma anche per gli studenti.<\/p>\n<p>Devo premettere, per chi di voi non lo sapesse, che io da molti anni lavoro con un sito didattico (trovate <a href=\"http:\/\/www.ariannascuola.eu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">qui<\/a> la versione open e <a href=\"https:\/\/www.ariannascuola.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">qui<\/a> la versione attuale basata su Moodle) pensato per offrire agli studenti materiali semilavorati che i ragazzi poi usano per creare quaderni-dispensa che in realt\u00e0 sono veri e propri libri calibrati sulle proprie esigenze e interpretazioni. Per filosofia ho creato da tempo un libretto in print-on-demand che funge da &#8220;spina dorsale&#8221; di questo lavoro; per storia invece mi sono sempre appoggiato al manuale tradizionale. Da tempo i ragazzi pi\u00f9 svegli hanno imparato a riassumere o copiare parti del manuale per integrare il loro quaderno-dispensa. Il senso di questo lavoro, naturalmente, \u00e8 che<strong> lo studio non \u00e8 leggo-e-ripeto<\/strong> una serie di lessie preordinate dall&#8217;autore <strong>ma riorganizzare le informazioni<\/strong> raccolte dal numero pi\u00f9 alto possibile di fonti in una sequenza che sia &#8220;mia&#8221;.<\/p>\n<blockquote><p>Tutto ci\u00f2 \u00e8 nient&#8217;altro che la realizzazione in tempi moderni della celebre frase che ogni insegnante (anche cent&#8217;anni fa) usa e ha usato e user\u00e0: <strong>Dillo con parole tue.<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>La mia emozione, che sfiora la commozione (a costo di sembrare ridicolo, io uomo del Novecento avanzato quasi mi metto a piangere quando vedo cosa pu\u00f2 fare oggi la tecnologia, perch\u00e9 vedo le promesse di un tempo realizzate), la mia emozione dicevo nasce dal fatto che adesso tutto, ma proprio tutto quello che \u00e8 &#8220;testo&#8221; pu\u00f2 essere usato come &#8220;lessia&#8221; per la costruzione del &#8220;proprio testo&#8221;. Devo ricordare ai colleghi, e magari ai colleghi di lettere, che &#8220;testo&#8221; viene da textum, ossia il participio passato di&nbsp; &#8220;tessere&#8221;? Quello che vorrei insegnare ai ragazzi \u00e8 &#8220;tessere&#8221; la propria conoscenza, intrecciando fili di tanti colori, per avere il vestito migliore che sia possibile o comunque il migliore per loro. Il manuale, i libri che assegno da leggere, gli articoli di giornale, i contributi di una pagina web&#8230; tutto con Lens diventa facilmente utilizzabile e riconfigurabile, come i mattoncini del Lego. Io non penso che sia una minaccia per il nostro lavoro di insegnanti, ma proprio al contrario sono convinto che sia&nbsp; una esaltazione del nostro ruolo di mediatori tra la tradizione e le nuove generazioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>L&#8217;immagine che accompagna questo post \u00e8 stata realizzata con MidJourney e perci\u00f2 \u00e8 sotto licenza CC.<br \/>\n<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questi giorni, grazie a una mia studentessa, che devo chiamare solo I. per la privacy, ho scoperto una funzionalit\u00e0 &hellip; <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1020,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_exactmetrics_skip_tracking":false},"categories":[9,2,6],"tags":[290,26,289,81,288],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1043"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1043"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1043\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1055,"href":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1043\/revisions\/1055"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1020"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1043"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1043"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ariannascuola.eu\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1043"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}