Testo
Poco dopo il mezzogiorno, quale impetuoso turbine, fu veduto un generale allarme per tutta la città; le botteghe venivano chiuse, — le porte delle case assicurate, — chiuse persino molte finestre; era un muto bisbigliare d'intorno, un affacendarsi improviso, un così generale trambusto, che avresti detto vicino il momento del saccheggio. Recatomi a casa, e munitomi di pistole, stiletto e bastone ferrato, mi portai in compagnia d'alcuni, fra i quali mio fratello Enrico, di nuovo verso Porta Orientale, e di là, seguendo l'avanguardia della corrente, ci avviammo al palazzo di governo. Ivi giunto appena (era un'ora dopo mezzogiorno), udii i primi colpi vibrati dai nostri alle guardie di presidio; ne stesero morte due, e due ne ferirono, mentre le altre colla fuga camparono la vita; un primo colpo diretto dalla sentinella andò fortunatamente fallito. Questo primo fatto fu il vero segnale della più accanita lotta. — In un baleno tutto che aveva impronta tedesca venne spezzato in mille modi; le Barrette fracassate; la tanto temuta grifagna portata a scherno in trionfo fra le imprecazioni di tutti; i cappotti ed i berrettoni dei morti e dei feriti, infilzati sopra le bajonette tolti ai nemici, giravano già per le contrade. — A colpi di bastone spezzate le impannate che conducono allo scalone, in un momento la folla s'inoltrò negli appartamenti, mettendo a soqquadro tutte le carte, e portando il terrore nelle stanze medesime, da dove poco prima si spargeva su tutta la città. — In poca più di mezz'ora furono allestite cinque (barricate), una cioè verso i bastioni, una subito dopo il palazzo verso il ponte, una al ponte e due nella contrada della Passione; a costruire le quali si adoperarono le carrozze, carrette, tavole trovate nel palazzo.
Fonte
Autore: Carlo Oslo
Titolo: Alcuni fatti delle gloriose cinque giornate
Editore: Pirotta
Luogo di edizione: Milano
Data di edizione: 1848

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