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Il Romanticismo e lo Sturm und Drang PDF
Scritto da Martino Sacchi   
INDICE DELL'ARTICOLO
Lo Sturm und Drang
Il Romanticismo come sintesi di Sturm und Drang e Classicismo
La Sehnsucht
Il Romanticismo e la storia



Il Romanticismo è un movimento difficilissimo da definire nel suo significato complessivo, prima di tutto perché è insieme momento storico determinato e categoria eterna e universale dello spirito, e poi per i suoi rapporti complessi con illuminismo e classicismo


Lo Sturm und Drang  sort1

Sul piano culturale la premessa del Romanticismo è il movimento dello Sturm und Drang (Tempesta e impeto o impeto tempestoso: è il titolo di un dramma di Klinger - 1776)
La caratteristica primaria di questo movimento è la riscoperta della natura (anticipata da alcune correnti dell'Illuminismo: vedi Rousseau), intesa come creatrice (e perciò opposta alla natura studiata dalla scienza, che è morto meccanismo: i romantici non amano la fisica newtoniana)
Di conseguenza si afferma:
  • da un lato il valore del sentimento forte e turgido (espressione immediata dello spirito e quindi affine alla natura)
  • dall'altro il valore del genio (che crea come la natura, senza rispettare regole astratte ma essendo regola a se stesso)
In conclusione:
  • il valore supremo è l'espressione immediata di sé
  • la natura è il vero dio
  • la libertà, anche politica, è ricercata come condizione dell'espressione immediata di sé
Lo Sturm und Drang è però solo l'adolescenza scomposta del Romanticismo.


Il Romanticismo come sintesi di Sturm und Drang e Classicismo sort1 sort0

Il Romanticismo vero e proprio nasce dalla sintesi dello Sturm und Drang con il Classicismo cioè con il movimento che riconosce l'arte greca come modello ideale e si propone non di imitarla, ma di rinnovarla, di riviverla.

E tuttavia il Romanticismo non è il Classicismo. I rapporti tra i due movimenti sono difficili e delicati.
Secondo alcuni il Romanticismo può essere considerato come una sintesi di impeto (rappresentato dallo Sturm und Drang) e di forma (classicismo), e si può parlare di un neoclassicismo romantico. Quest'affermazione può essere accettata solo con grande cautela. Il Romanticismo infatti vuole superare il Classicismo, e proprio perciò ha bisogno del Classicismo.

Il Classicismo vive sulla tesi che la forma (artistica e/o concettuale) si realizza (solo) in una materia.
Il Romanticismo vuole (o vorrebbe) cogliere la forma prescindendo da ogni materia in cui la forma si realizza. La materia andrebbe abolita, a favore di una pura intuizione della forma.
Ma il romantico sa perfettamente che è impossibile realizzare compiutamente questo programma: da qui il sentimento fondamentale del Romanticismo, la Sehnsucht.


La Sehnsucht  sort1 sort0

Sehnsucht significa fondamentalmente struggimento, più che non nostalgia (come traducono i vocabolari). Infatti nostalgia è il "dolore" (algos) legato al desiderio del "ritorno" (nostos) a qualcosa di già conosciuto, mentre sehnsucht è dolore e "ricerca" (sucht) del "desiderio" (Sehn) in sé: indica cioè un desiderio inestinguibile perché il suo oggetto è irraggiungibile.

Qual è infatti l'oggetto di questo desiderio? La pura forma, senza la materia: di fatto, l'Assoluto, colto direttamente e senza la mediazione del mondo o di un ragionamento.

L'Assoluto però è anche infinito (e come tale mai pienamente raggiungibile), e tende a identificarsi con la Natura, intesa come la Totalità e concepita come un organismo vivente. Se qualcosa può almeno avvicinarsi all'Assoluto, non è il puro ragionamento, ma l'intuizione e il sentimento, che si esprimono nell'opera d'arte. L'arte è quindi strumento dell'Assoluto, e l'artista (in special modo il poeta) è colui che sa in qualche modo arrivare a intuire l'Assoluto.

L'obiettivo etico è sentirsi una cosa sola col Tutto, cioè unirsi all'Assoluto. Per questa via si perviene a una rivalutazione del Cristianesimo perché in questa religione l'infinito e il finito coincidono nell'Incarnazione di Cristo.


Il Romanticismo e la storia  sort0

All'esaltazione del Cristianesimo si arriva però anche seguendo una linea di esperienze del tutto diverse. Una caratteristica del Romanticismo è l'esaltazione della storia come luogo in cui il genio, cioè l'intellettuale, si può sviluppare come espressione del popolo cui appartiene per educarlo e portarlo a piena coscienza di sé (soprattutto attraverso quell'azione morale che è la poesia).

Ma la storia non è la storia dell'umanità (come volevano gli illuministi) ma è storia dei popoli e delle nazioni (alla formazione di questo concetto ha una parte decisiva la lotta della Prussia e del popolo tedesco contro Napoleone)
Nella storia, il periodo privilegiato è il medioevo, visto come periodo della giovinezza e della formazione dell'Europa:
  • da un lato, il Romanticismo fu essenzialmente tedesco, e i tedeschi videro nel medioevo l'esprimersi e l'imporsi del "sangue fresco" tedesco sul decadente impero romano
  • dall'altro, caratteristica dei Romantici fu di considerare come momento veramente vitale (e perciò interessante) di un qualunque processo solo il suo inizio, la sua giovinezza (da qui, per esempio, l'esaltazione del V secolo nella cultura greca e il sostanziale disprezzo per l'ellenismo).
All'interno del medioevo, è il periodo gotico quello che viene esaltato come espressione più' pura dell'arte e della cultura medievale (da qui il Gothic revival in tutte le sue forme, da quelle del romanzo storico a quelle architettoniche)

Infine, poiché il medioevo è cattolico, questa religione viene fortemente rivalutata come la condizione una fusione tra fede, vita e politica (da qui, per esempio, alcune conversioni famose, come quella di Manzoni o quella di Schlegel).

Questa rivalutazione del cristianesimo però si interseca con il dominante desiderio di ordine e di pace dopo vent'anni di guerre ininterrotte.
La causa di tutti i mali viene individuata nella Rivoluzione francese, soprattutto nella sua fase giacobina, che a sua volta veniva identificata con il processo di scristianizzazione messo in atto: la restaurazione, a livello culturale, è prima di tutto un recupero dei valori religiosi.

In questa prospettiva è comprensibile la alleanza tra il trono e l'altare, cioè il reciproco appoggio che il potere temporale e quello spirituale si diedero per riconquistare le posizione perdute durante la Rivoluzione. Tale alleanza capovolge i rapporti che si erano stabiliti durante il Settecento (rapporti tendenzialmente conflittuali) e stabilisce il clima fondamentale della Restaurazione.


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