Socrate nacque ad Atene nel 469 a.C. da Sofronisco, scultore, e da Fenarete, levatrice. Si avvicinò giovanissimo alla filosofia e conobbe Anassagora ed i Sofisti. Combatté in varie battaglie (Potidea, Delo, Anfipoli) dimostrando particolare coraggio e forza d'animo. Socrate si dedicò completamente alla ricerca filosofica e, in breve tempo, ebbe molti discepoli (fra cui Platone). Nel 399 a.C. Anito, Meleto e Licone accusarono Socrate di corrompere i giovani di Atene e di introdurre la credenza in nuovi dèi. Al processo, dopo una difesa appassionata da parte di Socrate (ci verrà tramandata da Platone nella Apologia di Socrate), venne condannato a morte. Dopo un mese di detenzione, durante il quale Socrate rifiutò di fuggire per non trasgredire la legge, la sentenza venne eseguita: morì bevendo la cicuta.
Socrate non scrisse nulla e tutto ciò che sappiamo di lui lo dobbiamo in massima parte a Platone (che fa di lui il personaggio principale di quasi tutti i suoi Dialoghi) e a Senofonte (cfr. I Memorabili). Aristofane, commediografo greco, fece di Socrate il personaggio principale di molte sue commedie.

