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Autore: Martino Sacchi
Data di pubblicazione: 15 gennaio 2009
Numero di caratteri (spazi inclusi): 7.916
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Cosa è il simbolo PDF
Scritto da Martino Sacchi   
INDICE DELL'ARTICOLO
L'interpretazione simbolica dello spazio
L'interpretazione simbolica del tempo
La concezione sacrale della natura


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La parola simbolo ha subito nel tempo forti oscillazioni di significato e viene spesso mescolata e confusa con altri termini (come allegoria, emblema o segno) che vogliono dire tutt'altro.
In origine "simbolo" era un oggetto diviso in due, per esempio una suppellettile o un vaso spaccati in due.
Due persone, fossero ospiti l'uno dell'altro, oppure due pellegrini che si erano incontrati in un santuario lontano dalla patria comune, o ancora due innamorati costretti a una lunga lontananza, ne conservavano ciascuna una parte. Riaccostando le due parti e ricomponendo l'unità perduta, i due protagonisti riconoscevano, incontrandosi, i legami che li univano. Presso gli antichi greci i "simboli" erano dei segni di riconoscimento che consentivano ai genitori di riconoscere a distanza di tempo i figli esposti. Per analogia la parola è stata poi utilizzata per indicare i gettoni che conferivano il diritto a percepire un salario, e quindi ogni forma di appartenenza.
L'origine della parola aiuta a capirne il significato profondo.
Il simbolo è qualcosa che separa e unifica insieme, rievocando l'idea di una unità che è stata spezzata ma che può ricostituirsi. Nel simbolo è perciò essenziale l'idea del "rinvio a" qualcosa d'altro da sé, dell'apertura verso a qualcosa d'altro. Perciò il simbolo, nella sua dinamica più profonda, assume sempre una dimensione e un significato religioso. Naturalmente qui non ci stiamo riferendo alle religioni positive ma alla religiosità naturale presente in ogni uomo.
Le società arcaiche conoscevano un gran numero di simboli perché tutto, nel mondo naturale, poteva essere colto come simbolo ossia, il che è lo stesso, tutto poteva essere interpretato in senso religioso.
Noi percorreremo solo una breve panoramica sulle tipologie fondamentali di simboli:
per prima cosa partiremo dall'analisi simbolica delle due coordinate fondamentali dell'esperienza umana, ossia lo spazio e il tempo
poi passeremo ad analizzare simbolicamente la natura, di cui studieremo in chiave simbolica i quattro elementi fondamentali (acqua, aria, terra e fuoco)
infine esamineremo alcuni simboli particolari che hanno una grande importanza nella storia dell'arte e nell'esperienza quotidiana.

L'interpretazione simbolica dello spazio

Nell'uomo occidentale contemporaneo si riscontra oggi una profonda differenza antropologica rispetto all'uomo religioso delle culture tradizionali.
Tale differenza è visibile in molti aspetti della concezione della vita, e in primo luogo nella concezione dello spazio e del tempo, che rappresentano le due coordinate fondamentali attorno alle quali e sulle quali si organizza tutta l'esperienza e la vita dell'uomo. 
Per la cultura religiosa e simbolica lo spazio non è omogeneo, ma diviso in zone qualitativamente diverse tra di loro:
  • quella sacra e
  • quella profana
La cultura occidentale, invece, materialista e non simbolica, dal Seicento in poi, ha interpretato lo spazio come qualcosa di assolutamente omogeneo , ossia come spazio geometrico indifferenziato, privo di centro e e di confini, nel quale valgono in ogni punto le stesse leggi che valgono in qualsiasi altro punto dello spazio.
L'esperienza religiosa e simbolica della non-omogeneità dello spazio (ossia la convinzione che lo spazio non sia tutto uguale, che esista un luogo che rappresenta il centro di tutto) è un'esperienza primordiale, paragonabile a una "fondazione del Mondo". Non si tratta di una speculazione teorica, bensì di un'esperienza religiosa elementare, anteriore a qualsiasi riflessione astratta o scientifica sul mondo che ci circonda.
Anzi, la costituzione o "fondazione" del Mondo per l'uomo religioso avviene proprio attraverso un gesto o un evento che individua il "punto fisso", il centro del mondo, l'asse centrale di ogni orientamento futuro, ciò che garantirà il significato e il senso di tutto quello che seguirà.
L'uomo "religioso" (nel senso della religiosità naturale e istintiva) non può neanche concepire di vivere in un Mondo non strutturato, amorfo, totalmente omogeneo
Per lui un mondo del genere non è neppure un mondo, ma un vuoto, un deserto, un qualcosa che è appena poco più che nulla.
Solo quando viene individuato un "punto fisso", un "centro" caratterizzato proprio dal fatto che lì si manifesta il sacro, possono manifestarsi un Mondo e una vita autenticamente reali, proprio in virtù di quella sorta di comunicazione tra i due mondi (quello divino e quello umano) che si è stabilita in quel punto.
Naturalmente, è possibile che una concezione astratta dello spazio conviva con un comportamento esistenziale opposto, ossia è possibile da un lato studiare e lavorare con il concetto dello spazio cartesiano, uniforme e amorfo, e poi dall'altro vivere concretamente una spazialità sacrale.
Di fatto però in Occidente l'esperienza religiosa vissuta è stata progressivamente erosa e questo ha portato a destrutturare lo spazio "vissuto" e questo a sua volta ci ha portati a considerare sempre di più ogni punto dello spazio come uguale a qualunque altro punto.

 


L'interpretazione simbolica del tempo

Come lo spazio, anche il tempo religioso è essenzialmente distinto dal tempo profano: il primo si ha là dove il sacro, manifestandosi, organizza e struttura il tempo secondo un ritmo particolare, mentre il secondo è il fluire temporale esterno al primo.

Come si può passare da uno spazio profano a uno sacro e viceversa, così è possibile passare la linea di confine tra il tempo profano e il tempo sacro.

Il Tempo sacro è ciclico, nel senso che si tratta di un Tempo primordiale che si rende di nuovo presente nel rito religioso. "Partecipare religiosamente a una festa", annota il grande studioso di religioni Mircea Eliade, "significa uscire dalla normale durata temporale e reintegrare il tempo mitico riattualizzato dalla festa stessa.

Per l'uomo religioso la durata temporale profana, ossia il tempo normale e qoutidiano, può sempre essere "fermata" periodicamente, inserendovi, attraverso i riti, un Tempo sacro, astorico (nel senso che non apparitene al presente storico).

 

Il tempo laico nella concezione occidentale è invece essenzialmente lineare e, sia pure vissuto con maggiore o minore intensità, comunque omogeneo. Lo sviluppo estremo di questa astrazione è la concezione scientifica occidentale, per il quale il tempo è completamente assimilabile allo spazio geometrico. In questo modo è possibile concepire il tempo come una cosa e perciò di organizzarlo in base a una sequenza di intervalli tutti uguali tra loro. La concretizzazione di quello che stiamo dicendo è quell'oggetto che quasi tutti gli occidentali portano al polso sinistro: l'orologio.

La percezione non religiosa del tempo è quindi profondamente diversa da quella religiosa. Anche l'uomo "profano" (ossia colui che vive la propria esistenza in modo non religioso) riconosce delle differenze qualitative nella propria temporalità, tuttavia ignora quella frattura che invece è tipica della percezione autenticamente religiosa del tempo. Quello che gli rimane è una specie quasi inconscia di memoria della differenza tra tempo sacro e tempo profano, che riemerge in occasione del fine settimana, quando imponiamo una trasformazione profonda ai nostri ritmi vitali.


La concezione sacrale della natura

Per l'uomo che vive ancora una dimensione religiosa, la Natura non potrà mai essere semplicemente "natura" nel senso che dà a questa parola la scienza moderna. Questa convinzione deriva dal fatto che il Cosmo dipende essenzialmente dal Dio che l'ha prodotto, comunque venga inteso questo rapporto. Il Cosmo è pregno di sacralità. E' come se fosse stato fatto apposta perché l'uomo, contemplandolo, scopra in esso le molteplici forme del Sacro e quindi dell'Essere.
Esplorando la simbologia del Cosmo si possono identificare quattro simboli fondamentali
  • Cielo
  • Fuoco
  • Acqua
  • Terra
cui si aggiungono altri simboli particolarmente significativi, come la montagna, l'albero
o il pozzo.

 



Il cielo

Il cielo al tramonto (Patrrasso, Grecia)




Il fuoco


Il fuoco come forza distruttrice Il fuoco come forza che distrugge



L'acqua










La terra







L'albero






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