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I sofisti eristici

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Accanto ai sofisti maggiori venne presto a crearsi una corrente, quella dei «sofisti eristici», che riducevano la filosofia esclusivamente a un gioco verbale, costringendo l’interlocutore a cadere in contraddizione.
L’obbiettivo principale dei sofisti eristici era mettere in imbarazzo l’interlocutore, sconfiggendolo con le parole, facendogli domande impossibili da rispondere. Questo doveva avvenire ad una condizione, l’interlocutore doveva rispondere con si o no.

Tuttavia i sofisti eristici hanno il merito di aver trovato alcuni problemi logici reali. Uno di questi si concretizza nel cosiddetto paradosso del mentitore (o del cretese), formulato così:

«Un cretese dice: tutti i cretesi sono bugiardi. Mente o dice la verità?»

Questo paradosso è stato formulato da Epimenide, sofista cretese. Essendo egli medesimo fra questi, anch'egli avrebbe dovuto conseguentemente essere bugiardo e perciò l'affermazione avrebbe dovuto essere falsa poiché proveniente da un bugiardo. Ma se così non fosse stato, se cioè Epimenide fosse stato un cretese che, almeno in questa occasione, non diceva il falso, l'affermazione sarebbe risultata ugualmente falsa poiché non tutti i cretesi erano bugiardi.

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