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Cosa è la scienza

Indice dell'articolo

La interpretazione di Gaston Bachelard

Contro questa visione "ingenua" della scienza (che peraltro ha alle spalle una gloriosa tradizione, come vedremo) troviamo la tesi di Gaston Bachelard, epistemologo francese del Novecento. La sua tesi è che "c'è rottura e non continuità tra osservazione e sperimentazione", cioè tra momento prescientifico e momento scientifico propriamente detto. Tra conoscenza prescientifica, ovvia, istintiva, e conoscenza scientifica non esiste solo una differenza di grado, ma una differenza qualitativa.
La differenza qualitativa è data dalla presenza del formalismo matematico. Fin quando non compare la matematica non compare la scienza.
In realtà "si conosce ...contro una conoscenza anteriore, distruggendo conoscenze mal fatte... di fronte al reale, ciò che si crede di sapere chiaramente offusca ciò che si dovrebbe sapere". Pensare che la conoscenza scientifica sia una semplice prosecuzione dell'esperienza immediata e che il sapere sulla natura si espanda per semplice somma di nuovi dati è una pericolosa illusione che ci fa perdere di vista il reale dinamismo della coscienza umana.
"Il pensiero empirico è chiaro a posteriori, quando il meccanismo delle ragioni è già stato messo a punto", afferma Bachelard, che aggiunge:"L'opinione ha sempre torto. L'opinione pensa male; anzi non pensa, traduce dei bisogni in conoscenze. Designando gli oggetti in base alla loro utilità, essa si impedisce di conoscerli".
È necessaria perciò una sorta di psicanalisi della conoscenza oggettiva, cioè un'operazione di critica della ragione scientifica che metta in luce le proiezioni inconsce del soggetto conoscente sulla realtà da conoscere.
In primo luogo, occorre riconoscere secondo Bachelard che "nella vita scientifica i problemi non si pongono da soli. È precisamente questo senso del problema a contraddistinguere il vero spirito scientifico. Per uno spirito scientifico, ogni conoscenza è una risposta  a una domanda. Se non c'è stata domanda, non ci potrà essere conoscenza scientifica. Nulla va da sé. Nulla è dato. Tutto è costruito"
Il concetto chiave della ricerca di Bachelard è quello di ostacolo epistemologico, cioè di una resistenza di tipo psicologico che inquina e condiziona dal di dentro e in modo inconscio la nostra visione della realtà. Noi proiettiamo certi schemi psicologici sulla realtà e in base a questi la interpretiamo: passiamo dall'atteggiamento comune, pre-scientifico a quello scientifico solo se facciamo intevenire lo strumento della astrazione matematica.
Illudersi di poter proiettare una mentalità scientifica in una mente "vergine" è, appunto, solo un'illusione: "non si tratta di acquisire  una cultura sperimentale, ma di cambiare cultura sperimentale e di rovesciare gli ostacoli già accumulati dalla vita quotidiana" (17). Siamo già da sempre immersi in una pre-comprensione della realtà empirica che ci impedisce di coglierla nella oggettività scientifica.
Il caso della alchimia mi sembra importante perché la rinascita dell'interesse di molti verso questa "pseudoscienza" (insieme a quella per esempio nei confronti dell'astrologia e di altre "scienze dell'occulto") testimonia di una corrente profondamente irrazionalistica  e sostanzialemente magica che scorre nella civiltà e nella cultura dell'occidente.
L'alchimia ha profonde radici inconsce. Le sue ipotesi e i suoi simboli illustrano prima di tutto delle convizioni psicologiche che vengon proiettate sul mondo: la riuscita di un esperiemento dipende dalla purezza morale dello sperimentatore. Tutti gli esperimenti alchemici si lasciano interpretare in due modi: chimicamente e moralmente. L'alchimia è una iniziazione morale più ancora che intellettuale.
Questo spiega l'importanza dell'oro, sostanza piccola e di grande valore, nascosta in profondità, che viene raggiunta attraverso una trasformazione della realtà attraverso la pietra filosofale: in realtà, è un invito a raggiungere il senso della propria esistenza attraverso un cambiamento profondo della propria vita, che avviene a sua volta attraverso la meditazione intima. Il modello di ogni trasformazione della materia è la digestione del nostro stomaco, che mescola e amalgama un gran numero di sostanze attraverso un fuoco lento e dolce: la trascrizione in termini oggettivi è la bollitura negli alambicchi, dove vengono mescolate le sostanze più strane (e più sono meglio è)

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