Valle dell'Oetzl.
Andare a scuola o andare al lavoro?
Pensieri quotidiani / 1 Gennaio 2023

Sono un insegnante da quasi quarant’anni. Per moltissimo tempo ho salutato mia moglie, al mattino, dicendole: “Ciao, vado a scuola”. Arrivato alla mia età, superati da un pezzo i sessanta, penso di aver sbagliato a usare quella frase per tutto quel tempo. Certo, era una cosa spontanea: in fondo, andavo effettivamente a scuola, nel senso che andavo nell’edificio del mio liceo. Ma in italiano la frase “vado a scuola” ha una gamma di significati che non ha, per esempio, la frase “vado in ospedale” detta da un medico. Dal momento che il medico è sano, la frase può voler dire solo che sta andando in quell’edificio per svolgere il suo lavoro: nessuno ascoltandolo penserebbe che sta andando al nosocomio per farsi  curare, o qualcosa del genere. “Andare a scuola” invece può mantenere una sfumatura diversa: io, come tutti, sono “andato a scuola” per tutti gli anni della mia infanzia e della mia giovinezza (diciassette anni, in effetti, contando l’università e lasciando perdere l’asilo) per imparare, restando in una situazione di subalternità a qualcuno (la maestra, i professori, i docenti universitari). Ripetere la stessa frase adesso può trascinarsi dietro questo vago riflesso di “non lavoro” che era il suo mood principale…

La famosa lettera di Mauro Gola alle famiglie di Cuneo
Pensieri quotidiani , Scuola / 13 Marzo 2018

Qui sotto recupero la famosa lettera aperta del presidente della Confindustria di Cuneo Mauro Gola del gennaio 2018 alle femiglie della Provincia di Cuneo che dovevano iscrivere i figli alle scuole superiori.   Cari genitori, tanti di voi, si trovano in questi giorni ad affrontare una difficile decisione: la scelta della scuola superiore per il proprio figlio. Una scelta dalla quale dipenderà gran parte del suo futuro lavorativo, ma che spesso viene fatta dando più importanza ad aspetti emotivi e ideali, piuttosto che all’esame obiettivo della realtà. Quella realtà, tuttavia, che si imporrà in tutta la sua crudezza negli anni in cui il vostro ragazzo cercherà lavoro ed incontrerà le difficoltà che purtroppo toccano i giovani che vogliono inserirsi nel mondo produttivo. Ed ecco il consiglio che gli industriali cuneesi vogliono darvi. Riteniamo che la cosa più giusta da fare sia capire quali sono le figure che le nostre aziende hanno intenzione di assumere nei prossimi anni e intraprendere un percorso di studi che sbocchi in quel tipo di professionalità. Un atteggiamento che potrete definire squisitamente razionale, ma che sicuramente denota RESPONSABILITA’, sia nei confronti dei nostri figli, che del benessere sociale e del nostro territorio. Nel 2017 le aziende…

Non sprecare le risorse

Alcune osservazioni leggendo  Liker, Toyota Way, Hoepli. Cosa vuol dire “Non sprecare le risorse” nel campo dello studio? Beh, per esempio significa non sprecare il tempo; ci sono modi per fare le cose «giuste» in un tempo minore, a partire banalmente dalla digitazione sulla tastiera. Se non sai scrivere in fretta o almeno a una velocità adeguata (diciamo a una velocità tale da riuscire a seguire il flusso del pensiero di un insengnante che ti sta parlando, senza guardare continuamente la tastiera), ecco, chiaramente non puoi apprezzare il vantaggio di usare questa tecnologia. Questo significa che per prima cosa devi investire tempo in questa abilità, senza la quale non possono esserci i passaggi successivi. Procedure chiare e semplici: per esempio nella memorizzazione delle informazioni. Per tanti studenti questo è IL problema: «non riesco a ricordarmi le date», «non riesco a ricordare questo e quello». Ovviamente è un problema, ma è un problema di livello bassissimo. È sufficiente un po’ di mnemotecnica per risolverlo: se si vuole risolverlo, naturalmente. Se invece una persona pensa sempre a qualcosa d’altro e ritiene che sta sprecando tempo (cioè lasua esistenza, cioè la cosa più preziosa in assoluto, per lui), allora non lavorerà mai in…