Valle dell'Oetzl.
Noi e l’Unione
Contemporaneità , Storia / 23 Maggio 2019

Ora io dico: ma come si fa a pensare di fare a meno dell’Unione? (mi piace scriverlo così questo nome, senza l’aggettivo, per affermare implicitamente che di unione tra stati sovrani ce n’è una sola, e ce n’è statauna sola, nella storia, e che l’Unione Europea è l’Unione per antonomasia). E perciò, come si può anche solo pensare di non andare a votare per il Parlamento europeo? Io c’ero, nell’89, quando si andò a votare per un referenudum che chiedeva: Ritenete voi che si debba procedere alla trasformazione delle Comunità europee in una effettiva Unione, dotata di un Governo responsabile di fronte al Parlamento, affidando allo stesso Parlamento europeo il mandato di redigere un progetto di Costituzione europea da sottoporre direttamente alla ratifica degli organi competenti degli Stati membri della Comunità? Sono orgogliosissimo di aver risposto si, come tantissimi altri: in effetti, “si” stravinse con l’88% dei consensi (e andò alle urne l’80% degli aventi diritto). Perché questa adesione a furor di popolo? Quello che percepivo io, e che mi sembrava percepissero anche molti altri attorno a me, è che era l’unico modo, che fosse realistico, per porre dei freni e dei vincoli ai nostri governi, che non riuscivamo a…

La percezione della bontà della vita in Europa
Scuola , Storia / 10 Marzo 2019

L’Unione Europea ha recente realizzato attraverso Eurostat un report su come maschi e femmine percepiscono la vita. Ecco i grafici che riassumono la Overall life satsfaction (attenzione, i dati risalgono al 2013!)   Donne   Maschi   Cosa si può dire su questi grafici? Beh, prima di tutto che si individuano abbastanza agevolmente tre cluter (più uno):  il gruppo dei paesei scandinavi, sia tra le donne sia tra i maschi, guida la graduatoria della percezione positiva della vita.  Abbastanza a sorpresa, si aggiunge l’Austria (si, è la sigla AT, se ve lo state chiedendo) e, solo per i maschi, i belgi: due paesi cattolici, quindi, entrambi abbastanza piccoli, che si accodano ai paesi protestanti del nord. Il gruppone di centro (quelli con un punteggio da 6,5 a 7,5), dove ci sono un po’ tutti, dalla Germania alla Lituania. Ci siamo anche noi italiani, ma ahimè proprio in fondo e già un pochino staccati da Spagna e Francia, per non parlare della Germania. In modo un po’ soprendente, siamo superati anche dalla Romania. il gruppo dei pessimisti (Grecia, Portogallo, Ungheria, Cipro, Croazia): tutti paesi periferici, tutti paesi con gravi problemi struttuali. Ultima, staccatissima, la Bulgaria.  Nel complesso, i maschi hanno una soddisfazione…

Beh, direi che ci siamo
Contemporaneità / 17 Ottobre 2018

Diario di bordo, dies 23.056 – Quello che pensavamo in tanti si sta verificando in questi giorni. Quei pazzi che abbiamo al governo stanno facendo volutamente deragliare l’Europa scagliandole contro una manovra di bilancio che non può essere accettata dall’Unione (e questo ci viene detto con chiarezza, senza mezzi termini), per poi presentarsi davanti al “popolo” (a quello che loro, i nostri attuali governanti, chiamano popolo) per dire che è tutta colpa di Bruxelles e che non è colpa loro e che se avessero ancora più poteri saprebbero loro come fare; anzi, che ormai per salvare la situazione non si può fare altro che dare a loro (intendo dire ai due partiti che sono attualmente al governo, Lega e Cinquestelle) ancora più poteri  per attingere alla loro arma segreta, come Salvini ha già detto il 9 ottobre 2018: ”La forza dell’Italia, che nessun altro degli amici seduti al tavolo oggi ha, né i francesi, né gli spagnoli, è un risparmio privato che non ha eguali al mondo. Per il momento è silenzioso e viene investito in titoli stranieri. Io sono convinto che gli italiani siano pronti a darci una mano”. Il che può solo voler dire che i due partiti al governo…

Ma questi sono matti
Contemporaneità , Storia / 7 Ottobre 2018

Credo che sia una buona sintesi del “pensiero” del ministro Salvini il suo commento all’intervento di Di Maio il 6 ottobre 2018: ” “L’Europa dei banchieri, quella fondata sull’immigrazione di massa e sulla precarietà, continua a minacciare e insultare gli italiani e il loro governo? Tranquilli, fra sei mesi verranno licenziati da 500 milioni di elettori, noi tiriamo dritto. Prima gli italiani” Trovo terribile, e falsa, ogni singola frase. Quando mai l’Unone stata “fondata” sull’immigrazione? E quando mai l’Unione ha voluto la “precarietà”? Ma dove, Ma quando? Queste frasi sono slogan elettorali puri, solo che vengono pronunciati dal ministro degli Interni in carica. All’estero hanno la brutta abitudine di prendere sul serio quello che dicono i politici che ricoprono cariche istituzionali. Il buffo è che le affermazioni di Salvini hanno un fondo di verità, che però è di senso opposto a quello che intende il minsitro degli Interni: l’Europa si è davvero costruita, almeno in parte, sull’immigrazione, ma erq uella degli italiani che negli anni Cinquanta dovevano trasferirsi in Belgio, in Francia, in Germania per trovare lavoro. Se in quel momento storico questi paesi (he pure non furono certo teneri e accoglienti verso i nostri  nonni) avessero trattato i nostri…

Osservazione sull’Ungheria e la politica del ministro Salvini
Contemporaneità , Economia , Scuola , Storia / 30 Agosto 2018

A proposito del paese con cui Salvini ci sta alleando…. Qui c’è un grafico elaborato da Eurostat. Ho scelto come punto di riferimento la regione ungherese che, salvo errore, dovrebbe avere il reddito pro capite più alto. Se interpreto bene la legenda in giallo sono le regioni europee con un reddito superiore a quello di questa regione, in verde quelle con un reddito inferiore…. Preciso qui che il Transdanubio Centrale (in ungherese: Közép-Dunántúl) è una regione dell’Ungheria,  costituita dalle province di: Komárom-Esztergom, Fejér; Veszprém. Questo raggruppamento è usato per fini statistici dall’Unione Europea (Eurostat) come raggruppamento di livello 2 (NUTS 2).  

Una notizia piccola piccola che però dovrebbe essere conosciuta da tutti
Contemporaneità , Economia , Scuola / 15 Giugno 2018

Oggi sul Corriere della Sera la pagina Primo piano era dedicata alla politica monetaria della BCE. Teneva banco l’annuncio che la Banca Centrale ridurrà progressivamente gli acquisti di titoli di stato (il cosiddeto Quantitative Easing). In un boxino, che riproduco qui sotto, si facevano due calcoli per veder quanti soldi ci aveva fatto risparmiare.   In sostanza, la BCE ha negli scorsi anni comprato i titoli di stato italiani (in particolare BTP decennali) senza stare a preoccuparsi del mercato o dei potenziali rischi. Comprandoli in grande quantità, anche quando i grandi investitori internazionali stavano vendendo o avrebbero voluto vendere, ha fatto sì che i loro rendimenti potessero restare bassi (i BOT per molto tempo sono stati addirittura con rendimento negativo: ci pagavano per “avere il privilegio” di comprare quei titoli di stato: al di là delle battute, l’Italia era considerata così sicura che quanti avevano da parte soldi – intendo dire milioni e milioni di dollari o di yen o di yuan – potevano decidere che in attesa di investimenti migliori poteva valer la pena comprare quei titoli italiani con la certezza che almeno il grossissimo del capitale – il 99,999% – sarebbe rimasto intatto.  Sono bastate un paio di…