Valle dell'Oetzl.
Compiti e risultati
Riflessioni , Scuola / 28 Gennaio 2018

Vorrei cercare di affrontare il problema delle competenze da un altro punto di vista. Seguendo un articolo apparso sul Sole24ore a firma Massimo Calì il 16 gennaio 2018, un testo piuttosto confuso a dire il vero, vorrei distinguere tra compito e risultato. Il compito è quello che si fa normalmente a scuola. È una consegna ben precisa per la quale esiste una sola soluzione possibile, che è quella che l’insegnante si aspetta e che lo studente deve produrre. La forma ideale di compito è il questionario a scelta multipla, che non a caso veniva una volta descritto come «Prova oggettiva»: ci misi molto tempo a capire, all’epoca, che l’aggettivo in questione non voleva dire che l’esercizio era capace di descrivere in maniera oggettiva le capacità del ragazzo, ma che non poteva essere messa in discussione da nessuno. Appena sopra il questionario a scelta multipla sta l’esercizio di grammatica, particolare di una lingua morta: l’accusativo singolare di “civis, civis” può essere solo civem. L’insegnante lo sa, vuole controllare se anche lo studente lo sa. Lo studente deve dare quella risposta e solo quella risposta. Tutto molto chiaro e semplice. La stessa cosa vale per la grammatica italiana, quella inglese, e così…