Valle dell'Oetzl.
Dove si chiede a ChatGTP di spiegare Plotino
Filosofia , Riflessioni , Scuola / 23 Gennaio 2023

Io, l’umano:  Spiegami per favore il concetto di Hen in Plotino   Esso: In Plotino, l’hen è il principio supremo dell’essere, l’unità ultima e indivisibile che sostiene e dà origine a tutto ciò che esiste. È il principio trascendente e immateriale che sta al di sopra della materia e dell’intelligenza e che rappresenta la sorgente dell’essere e della conoscenza. Hen è traducibile con “uno” o “unità” e rappresenta la fonte di tutte le cose, il principio originario da cui tutto ciò che esiste deriva. Plotino sostiene che l’hen è ineffabile e inaccessibile alla comprensione umana, poiché trascende ogni possibilità di conoscenza e descrizione. Tuttavia, l’uomo può avvicinarsi all’hen attraverso la contemplazione e l’unione con essa, che consente di superare la dimensione sensibile e intellettuale e di accedere alla verità ultima. Nella sua filosofia, Plotino sostiene che l’hen è il principio originario da cui deriva la trinità dell’essere, composta dal Nous (intelletto), dal Psyche (anima) e dal Mondo sensibile. L’hen è quindi visto come la fonte dell’essere e della conoscenza, e come il principio ultimo verso cui l’uomo deve tendere per raggiungere la verità ultima e la beatitudine. In sintesi, l’hen in Plotino è il principio originario e ultimo dell’essere, l’unità suprema…

Bozza di una idea di scuola
Riflessioni , Scuola / 7 Gennaio 2023

Cercando di tirare le somme di quanto si legge a proposito dell’educazione mi pare di intravedere alcune cose.  Prima di tutto, parlare di educazione è una continua scoperta dell’acqua calda. Dewey e Montaigne dicevano già le cose che sappiamo adesso, e che sapeva anche Socrate, ossia che il “progatonista” del processo educativo è lo studente, non l’insegnante, e che tutto il “trucco” sta nell’attivare le sue (dello studente) capacità di apprendimento: non certo nel riversare conoscenze dall’uno (il docente) all’altro (il discente). Detto questo, ne viene di conseguenza che il lavoro dell’insegnare dovrebbe essere soprattutto un lavoro di “cura” one-to-one, ma non “peer-to-peer”. Per ragioni semplicemente economiche in occidente (ma anche in altre culture: certamente in quella araba, per esempio) è più conveniente creare un rapporto uno-molti (un docente di fronte a 20-30 studenti). E non appena si fa questo nascono tutti i problemi che sappiamo (lezione versativa, aula-teatro, e così via).  Esistono modelli alternativi nell’ordinamento italiano? Si, ne esiste almeno uno: quello di “Strumento” nei C0nservatori.  IN questo schema, approvato dal ministero e dalla burocrazia, si riconosce che il docente debba incontrare lo studente due volte a settimana per mezz’ora. In questa mezz’ora però il docente è tutto e…

Qualcosa sta cambiando, e sta cambiando ora
Contemporaneità , Filosofia , Riflessioni , Scuola / 17 Dicembre 2022

Penso che negli anni a venire ci additeremo l’un l’altro il novembre del 2022 come il momento in cui è successo qualcosa, qualcosa di importante. OpenAI, una società creata nel lontano 1999, ha rilasciato ChatGPT, un esempio molto evoluto di chatbot in grado di simulare la risposta di un umano. Sicuramente non è il primo esempio di software di questo genere ma questo dovrebbe essere il primo messo a disposizione del grande pubblico gratuitamente.  Adesso è possibile “scrivere” testi anche abbastanza complessi semplicemente indicando un tema generico attraverso il “prompt”, la riga di comando che prende il nome dalle vecchie stringhe di testo che si usavano per comandare i primi computer. Se volete provare, andate qui.  I risultati sono notevoli (vedi per esempio questo articolo del Guardian). Sicuramente molti colleghi docenti si stracceranno le vesti e indicheranno questo software come “IL” male, perché è evidente che uno studente non particolarmente brillante potrà ricorrere ad esso (o a macchine simili) per produrre testi “senza fare fatica” e quindi barando. Di conseguenza c’è da aspettarsi una recrudescenza delle polemiche sull’uso delle ICT nella scuola, e una ondata di richieste di bannarle una volta per tutte dalle aule.  Indubbiamente il rischio c’è, anche…

Intervista a Radioitineraria del 20 giugno 2022
Contemporaneità , Riflessioni , Scuola / 21 Giugno 2022

Questo il link per  accedere direttamente al podcast dell’intervista   https://spreaker.page.link/?link=https%3A%2F%2Fwww.spreaker.com%2Fepisode%2F50262937%3Futm_medium%3Dapp%26utm_source%3Dwidget%26utm_campaign%3Depisode-title&apn=com.spreaker.android&ibi=com.spreaker.Spreaker&ius=spreaker&isi=388449677 L’immagine che illustra questo post è stata generata da MidJourney.

Vie della Martesana divise per generi
Contemporaneità , Riflessioni , Scuola / 14 Maggio 2022

      Comune Vie intitolate a uomini  Numero di vie intitolate a uomini Vie intitolate a donne  Numero di vie intitolate a donne Basiano • Via San Basilio • Via Dante Alighieri • Piazza San Gregorio • Via Antonio Vivaldi • Via Giuseppe Verdi • Via dei Campi • Via Alcide de Gasperi • Via Giacomo Puccini • Via Enrico Fermi • Via Antonio Gramsci • Via Giacomo Leopardi • Via Giuseppe Garibaldi • Via Guglielmo Marconi • Via Giotto • Via Raffaello • Via Galileo Galilei • Via Andrea Mantegna • Via Giambattista Tiepolo • Vicolo Alessandro Volta • Via Michelangelo Buonarroti • Via Luigi Pirandello • Via Gaetano Donizetti • Via Caravaggio • Via Leonardo da Vinci • Via Virgilio • Via Giovanni Segantini • Via Fattori • Via Giovanni Pascoli • Via Vittorio Alfieri • Via Alessandro Manzoni • Via Giosuè Carducci • Via Ugo Foscolo • Via Carlo Porta  33   0 Bellinzago Lombardo Via Alessandro Volta Via don Ambrogio Cesana Via Enrico Fermi Via Federico Confalonieri Via Galileo Galilei Via Giulio Malenza Via Guglielmo Marconi Via Luigi Mapelli Via Papa Giovanni Ventitreesimo Via San Giorgio Via San Michele Via San Sebastiano  12 Via Madre…

A proposito dell’INVALSI e della crisi della scuola italiana
Contemporaneità , Riflessioni , Scuola / 10 Settembre 2021

La mia rabbia è dovuta al progressivo svuotamento  della scuola superiore: svuotamento di senso, quindi di importanza, quindi di valore. C’è una “medializzazione” del liceo che è simmetrico alla “licealizzazione” delle università. Questa è una cosa che io non sopporto e davanti alla quale non riesco a conservare la calma, perché la conseguenza di questo “slittamento in avanti” della “vera” preparazione da un lato porta i nostri ragazzi a potersi inserire nel mondo del lavoro solo dopo i 30 (e siccome nessuno lo ha detto all’orologio biologico delle ragazze, sorgono problemi grossi grossi), dall’altro individua il “vero” momento di preparazione nei master post universitari, tutti costosissimi (o all’estero, che è la stessa cosa). Questo fatto reintroduce una discriminante educativa su base economica (ossia: studia solo chi ha i soldi) che mi fa vomitare. Quindi la mia visione “politica” del liceo statale lo vuole una scuola di alto profilo proprio perché è potenzialmente aperta a tutti (se poi dopo uno vuole fare la sciampista e va a fare un professionale, fa benissimo!). Ma deve essere di ALTo profilo! Io dico sempre alla prima assemblea dei genitori che ho imparato molto quando i miei figli erano a scuola. Ora mi dico: cosa avrei voluto per loro?…

Una questinoe etica
Riflessioni , Scuola / 3 Marzo 2021

C’è una questione etica che mi tormenta da tempo ma che la pandemia ha aggravato notevolmente. La scuola superiore italiana, nella quale insegno, ha da tempo abdicato a ogni pretesa di selezione. Anche le prime dichiarazioni del governo Draghi sugli ITS lo confermano: invece di mettere mano a una valorizzazione degli ITIS (come diceva Prodi) si preferisce ripartire da zero con un percorso parallelo alle università (ed esplicitamente gradito a Confindustria), contribuendo allo «slittamento in avanti» del momento in cui giovani possono prendere posto nella società inserendosi nel processo produttivo. Tuttavia, anche se noi insegnanti delle superiori non scegliamo più «i migliori» (qualunque cosa voglia dire), resta il fatto che i nostri ragazzi, prima o poi, poi verranno scelti: «uno verrà preso, l’altro lasciato» (Lc 17, 34). Ci sarà qualcuno che dirà: tu si, vieni a lavorare; tu no, non mi interessi. Il mio disagio etico è questo: chi glielo dice, ai ragazzi? Noi? La famiglia? I fratelli/amici più grandi? Lo devono scoprire da soli? (to be continued, of course…)