Valle dell'Oetzl.

Bozza di una idea di scuola

7 Gennaio 2023

Cercando di tirare le somme di quanto si legge a proposito dell’educazione mi pare di intravedere alcune cose. 

Prima di tutto, parlare di educazione è una continua scoperta dell’acqua calda. Dewey e Montaigne dicevano già le cose che sappiamo adesso, e che sapeva anche Socrate, ossia che il “progatonista” del processo educativo è lo studente, non l’insegnante, e che tutto il “trucco” sta nell’attivare le sue (dello studente) capacità di apprendimento: non certo nel riversare conoscenze dall’uno (il docente) all’altro (il discente).

Detto questo, ne viene di conseguenza che il lavoro dell’insegnare dovrebbe essere soprattutto un lavoro di “cura” one-to-one, ma non “peer-to-peer”. Per ragioni semplicemente economiche in occidente (ma anche in altre culture: certamente in quella araba, per esempio) è più conveniente creare un rapporto uno-molti (un docente di fronte a 20-30 studenti). E non appena si fa questo nascono tutti i problemi che sappiamo (lezione versativa, aula-teatro, e così via). 

Esistono modelli alternativi nell’ordinamento italiano? Si, ne esiste almeno uno: quello di “Strumento” nei C0nservatori.  IN questo schema, approvato dal ministero e dalla burocrazia, si riconosce che il docente debba incontrare lo studente due volte a settimana per mezz’ora. In questa mezz’ora però il docente è tutto e solo per lo studente, che mostra quanto ha lavorato a casa su un certo pezzo, ricevendo indicazioni e consigli totalmente personalizzati. 

Si può estendere questo sistema agli altri ordinamenti e alle altre materie, rispettando la legislazione italiana e senza pretendere una riforma normativa che per definizione, oserei dire, sarebbe condannata a incagliarsi nelle secche parlamentari? Si, utilizzando l’istituto dello “Sportello Help”, attivo nelle scuole italiane da anni (almeno, nel mio liceo esiste da almeno vent’anni). Perché finora non ha funzionato? Per la semplice ragione che c’è sempre stato un vincolo economico: siccome si tratta di orario aggiuntivo va pagato, e quindi finora è sempre stato imposto un limite minino di studenti (di solito 4) al di sotto del quale la lezione Help non si poteva attivare. 

Che fare?

1 Si abolisce il limite degli studenti, accettando il maggior onere per le casse della scuola. Opzione giusta dal punto di  vista politico (in senso ampio) ed etico, perché corrisponde al dettato della Costituzione.

2 Si “bara” organizzando dall’alto le ore di sportello, chiedendo a gruppi di studenti omogenei a turno di chiedere l’help. A lezione, come a volte accade anche nelle lezioni di strumento, il docente lavora con uno solo per mezz’ora (15 minuti se sono in quattro) e gli altri assistono. Opzione di ripiego, che forza la normativa a fare quello per cui non è stata pensata, e che può funzionare solo con l’assenso più o meno tacito della presidenza. 

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