Valle dell'Oetzl.
La chiusura dei bar falso problema
Contemporaneità / 18 Ottobre 2020

C’è uno spettro che si aggira per l’Europa, ed è quello della chiusura, più o meno totale, dei bar e dei locali della movida. Le autorità vogliono chiudere i bar perché portano folla incontrollata, che si assembra non rispettando le misure di sicurezza anticovid e così spargendo il contagio.  La preoccupazione è reale e giustificata, ma in realtà, almeno qui  in Italia, sorge il sospetto che sia un problema affrontato male. Il vero punto infatti è evitare gli assembramenti: QUESTO è l’obiettivo. Non chiudere i bar. Il problema è che le nostre autorità soffrono da tempo di incapacità di governance. Non sanno esercitare nel modo dovuto i poteri che hanno, e soprattuto non sanno esercitare il controllo sul territorio in modo adeguato: ossia fermo ma allo stesso tempo rispettoso dei diritti dei cittadini. Perciò, non sapendo come cavarsi d’impaccio, preferiscono fare tabula rasa e chi si è visto si è visto. Perché nessuno ha pensato a un sistema di prenotazioni anche per i bar e i locali, possibilmente gestito tramite app? Una volta che obblighi la prenotazione, e quindi il consumo al tavolo, diventa molto più facile controllare il rispetto delle distanze. Si dice: ma il problema è nelle strade….

Un problema a scuola
Contemporaneità , Scuola / 9 Ottobre 2020

Uno dei nodi di questi giorni è il fatto che i docenti, se vengono messi in isolamento fiduciario, sono equiparati ai docenti in malattia e quindi non possono fare lezione a distanza. A parte l’ovvia stupidiità della norma di fronte a una situazione come quella attuale, e scontato il rimprovero al legislatore che in tanti mesi non ha pensato a metterci una pezza, cosa si può fare? MI pare chiaro che bisogna trovare un escamotage legale, un qualcosa che permetta di continuare a insegnare a distanza in caso di necessità. Se dichiariamo per esempio che il docente viene “distaccato”? Oppure che è in “uscita didattica”?Dagli un “distacco sindacale” mi pare eccessivo… 🙂 Bisogna trovare qualcuno che conosce i ghirigori della legge e che sappia trovare la risposta alla domanda: giustificare il fatto che un docente che non è in aula continui a fare il docente. Ripeto: la risposta NON è nei manuali. Non chiedetela ai DSGA, perché non è una casellina da spuntare nel menù a discesa di Segreteria digitale. Ci vuole la fantasia italica, una volta tanto dedicata a una buona causa. Resto in attesa di un gentile cenno di riscontro.